Alla scoperta dell'Ottocento: dentro alla grande mostra del San Domenico

Il progetto di allestimento è dello studio Lucchi e Biserni di Forlì in collaborazione con lo studio Wilmotte di Parigi

L’esposizione dedicata all’arte della seconda metà dell’Ottocento sarà suddivisa in sezioni ciascuna delle quali esaminerà un’espressività. Tra queste non mancheranno gli approfondimenti indispensabili sulle grandi esposizioni nazionali del 1861 a Firenze e quelle del 1911 tenutesi a Roma, Torino e Firenze. In quest’ultima si ripresenterà il punto di vista con le opere analizzate allora da Corrado Ricci e Guido Ojetti per la mostra sul ritratto italiano che fu allestita a palazzo Vecchio. Il confronto sarà quindi tra la pittura, la scultura, l’architettura e le arti decorative sul sottofondo letterario del tempo che spiega a parole l’atmosfera data da Carducci, Pascoli, D’Annunzio e Gozzano.

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LA GRANDE MOSTRA AL SAN DOMENICO: LA PRESENTAZIONE A MILANO

I generi rappresentati saranno dieci, in particolare quello storico, della vita moderna, di denuncia sociale, il paesaggio e la veduta. Dal Romanticismo a Purismo al Realismo, dall’Ecclettismo al Simbolismo, dal Neo-Rinascimento al Divisionismo; la mostra prende in esame un percorso lungo che si colloca tra Hayez e Segantini e che prevede l’esposizione di opere difficilmente concesse a prestito, come “La distruzione del Tempio di Gerusalemme” di Hayez, “I funerali di Britannico di Muzzioli” “Lo staffato” di Fattori, “L’Alzaia” di Signorini, “La lettura sul mare” di Corcos, “Lo specchio della vita” di Pellizza da Volpedo e “Le due madri” di Segantini. Il progetto di allestimento è dello studio Lucchi e Biserni di Forlì in collaborazione con lo studio Wilmotte di Parigi e sarà orientato alla linearità espositiva accompagnata da tinte accese per evidenziare aspetti affascinanti e drammatici del percorso storico trattato nella mostra.

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