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Allarme sicurezza, i sindacati di Polizia attaccano il prefetto

L'allarme sicurezza scattato ormai da tempo nel forlivese è attribuito dai sindacati di Polizia ad "una politica della sicurezza improntata sull'approssimazione"

L'allarme sicurezza scattato ormai da tempo in provincia, che è culminato con due colpi, sabato, una rapina all'ufficio postale di Santa Sofia, per cui  i responsabili sono già stati acciuffati, ed un furto in una gioielleria di Civitella, è attribuito dai sindacati di Polizia della provincia ad “una politica della sicurezza improntata  sull’approssimazione”. Una nota congiunta di Siulp, Federazione Uil Polizia e Ugl Polizia di Stato sottolinea questo aspetto.     

La nota è indirizzata al ministro dell'Interno e rivolge critiche all'organo di coordinamento centrale delle forze dell'ordine, la Prefettura, per quanto riguarda la gestione del personale. “Non sono mai state prese in considerazioni le preoccupazioni di queste organizzazioni sindacali sulla  necessità di non sottrarre all’entroterra forlivese e cesenate quei poliziotti che il Prefetto invece ha  preteso di mandare a pattugliare in anticipo cinque km di costa e non solo, anche quando la stragrande  maggioranza dei turisti era rientrata si è voluto mantenere il presidio di Polizia a Cesenatico, senza  avere adeguati rinforzi”, questo si legge nella nota.

“Queste  organizzazioni sindacali sono consapevoli delle oggettive difficoltà e delle problematiche che chi è chiamato per dovere  d’ufficio alla gestione è costretto ad affrontare, tuttavia, reputiamo essenziale in questo momento  storico più che mai, razionalizzare le esigue risorse umane ed economiche a disposizione in questa  provincia – si legge - La cosa più preoccupante, consiste nel fatto che la realtà oggettiva è sotto gli occhi di tutti, tranne
(apparentemente) di chi si trova al vertice. Occorre una profonda e seria riflessione su ciò che ci attende  nel futuro prossimo e, soprattutto, su ciò che siamo in grado di mettere in campo, in altre parole, servono  una pianificazione ed una rogrammazione degli obbiettivi prefissati senza affidarsi alle  “solite” improbabili decisioni dell’ultimo minuto che generano spesso malcontento nei colleghi (di  qualsiasi “colore” sindacale) e soprattutto nel cittadino che ci osserva e giustamente ci giudica”.

“Siamo certi – conclude la nota - che ogni appartenente alla Polizia di Stato nella Provincia di Forlì-Cesena è pronto (in  concreto) a fare la propria parte e sacrificarsi per migliorare il “sistema”. Chi ci dirige, chi è chiamato ad assumersi delle responsabilità ed è pagato per farlo, è disposto a fare lo  stesso?”
 

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