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Cronaca

Alluvione, incontro ai Romiti: “Paura e rabbia tra i residenti, mettere in sicurezza il territorio prima delle piogge”

Convocata per martedì sera una riunione straordinaria aperta ai cittadini. Il coordinatore del quartiere: “La gente è esasperata e nessuno è intervenuto per l’emergenza rifiuti”

“La gente è esasperata, ha paura e la rabbia sociale cresce di giorno in giorno. Sto girando casa per casa, vado dove mi chiamano, ma quali risposte posso dare io ai cittadini? Dov’è l’amministrazione comunale? Dove sono gli enti di presidio del territorio, Regione e Consorzio di bonifica? Cosa stanno facendo?”. A tre mesi dall’alluvione che ha devastato parte della città, la situazione nel quartiere Romiti, uno dei più colpiti, resta molto critica, come testimoniano le parole - e gli interrogativi - del coordinatore Stefano Valmori. “Dopo più di tre mesi le persone sono ancora in attesa di risposte mai arrivate e il problema principale resta quello della sicurezza di un territorio già fragile, messo in ginocchio dall’alluvione, in vista dell’autunno e delle piogge”. 

Per porre sul tavolo le molte questioni irrisolte e per dare voce ai cittadini, il Comitato di quartiere ha organizzato per martedì sera alle 20,30 nel palazzetto dei Romiti (via Sapinia 40) una assemblea straordinaria aperta ai residenti sul tema alluvione. Una riunione ritenuta “necessaria” anche in vista della convocazione della Commissione speciale di indagine sull'emergenza alluvione, istituita dal Consiglio comunale. In programma giovedì, dove portare le istanze raccolte dal Comitato. “Vogliamo incontrare le persone, ascoltarle, ribadire che ci batteremo fino alla fine per riportare il quartiere alla normalità e rappresentare tutte le difficoltà alla Commissione di indagine - dice Valmori -. Come Comitato abbiamo già incontrato la giunta ma non abbiamo avuto risposte concrete, la gente è stanca delle chiacchiere e sta investendo di tasca propria per ritornare nelle proprie case”. 

Sul tavolo c’è il tema dei ristori ma, come sottolinea il coordinatore, prima viene quello della messa in sicurezza del territorio, dai fiumi alle fognature, con situazioni fortemente critiche in particolare in via Monte San Gabriele, via Cormons. via Nervesa, via Locchi, via Martiri delle Foibe, via dei Mulini e via Firenze. “Posto che qui non è arrivato un euro a nessuno - dice - a cosa servono i soldi se poi, alle prime piogge, corriamo il rischio di ritrovarci punto e a capo? E’ urgente mettere in sicurezza il fiume Montone, sistemare la chiusa di via Martiri delle Foibe e verificare che il sistema fognario sia funzionante, perché al momento sono stati fatti solo interventi emergenziali, non un monitoraggio completo: a chi spettano queste verifiche?”. 

Domande in attesa di risposta che troveranno, nell’assemblea di martedì, ampio spazio. “Come quartiere e come volontari siamo intervenuti fin dalle prime ore del disastro ma non ci possiamo sostituire all’amministrazione che ha anche un compito di verifica rispetto a tutti gli enti coinvolti per il ripristino e la messa in sicurezza”, precisa Valmori che, quanto ai comitati nati in seguito agli eventi alluvionali, precisa: “Ben vengano, se sono nati allo scopo di aiutare i cittadini dopo i tragici eventi e non con altre motivazioni - dice -. Devono fornire un supporto ai comitati di quartiere che restano i primi interlocutori per portare avanti le istanze dei cittadini”.  

C’è poi il problema dei rifiuti non alluvionati che continuano a essere abbandonati nelle vie del quartiere, problema già sollevato nelle settimane scorse ancora senza soluzione. “Qui non si è mosso nessuno e le strade continuano a essere teatro di abbandoni indiscriminati con le macchine che passano e buttano i sacchi sui marciapiedi - dice il coordinatore -. Se Alea non ha i mezzi sufficienti per intervenire, allora è necessario intensificare i controlli e le sanzioni mettendo in campo la Polizia locale e le Guardie forestali. La situazione qui ormai è diventata insostenibile”. 

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