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Alluvione e danni

La storica azienda agricola alluvionata. "I vigneti sono un lago di fango e detriti, la piena del Rabbi si è mangiata tutto"

La storica azienda agricola di San Lorenzo in Noceto di Federico Tampellini devastata dall’alluvione produceva oltre due mila quintali di uva all'anno. Perdite per oltre 300 mila euro

Ettari di vigneto trasformati in un lago di fango. Interi campi di filari e frutteti spazzati via dalla furia dell’acqua. E’ uno scenario di devastazione quello che l’alluvione ha lasciato dietro di sé nell’azienda agricola di Federico Tampellini a San Lorenzo in Noceto, al confine con il Comune di Predappio, dove, nella notte tra il 16 e il 17 maggio, la piena del Rabbi ha rotto gli argini inondando i terreni. Un’azienda storica, quella di San Lorenzo in Noceto, tramandata di padre in figlio per tre generazioni, che si estende su una superficie di oltre trenta ettari di cui 13 coltivati a vigneto, 10 a seminativo e i restanti a frutteto.

La storica azienda agricola alluvionata

“La mia abitazione si è salvata perché si trova su un terreno rialzato - racconta Tampellini - ma tutto il resto è andato distrutto”. L’azienda si era allagata una prima volta dopo le piogge del 2 maggio. “Il fiume era salito di livello, non aveva tracimato - racconta il proprietario - ma le acque piovane non riuscivano a defluire e avevamo l’acqua al ginocchio”. Due settimane dopo, il disastro.

“Quel 16 maggio ero in casa con mio figlio - racconta Tampellini - quando ho visto il fiume straripare e inondare i vigneti. L’acqua continuava a salire, mio figlio è riuscito a raggiungere la strada attraverso un sentiero sterrato mentre intorno caprioli e lepri fuggivano per mettersi in salvo. E alla fine anche io sono dovuto andare via attraversando i campii”. 

Momenti concitati che Federico Tampellini racconta con la voce rotta: “I vigneti erano diventati il letto del fiume". Quello che resta, ora, dei terreni dell’azienda agricola che vantava una produzione di due mila quintali di uva all’anno - Chardonnay, Sangiovese e Pagadebit - sono fango e detriti, con perdite che superano abbondantemente i 300 mila euro, tra attrezzature e produzione, compresa quella dell'intera annata.

In questi giorni sono stati fatti i sopralluoghi tecnici dell’area, visitata anche dalla deputata di Forza Italia, Rosaria Tassinari. “Finché non viene riparato l’argine del fiume e non vengono fatti interventi di messa in sicurezza, non posso fare investimenti né pensare a come andare avanti con la mia attività - dice - perché so che alla prossima piena qui si riallarga tutto. Per me il futuro è un grosso punto interrogativo”. 

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