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Cronaca

Alluvione, circa 500 le imprese colpite nel Forlivese: "Più danni per i mancati fatturati che per l'acqua e il fango"

A fare il conto sono le associazioni di categoria, che sono state sentite giovedì pomeriggio durante la nuova seduta della Commissione d'indagine sull'alluvione, istituita dal Consiglio comunale

Sono circa 500 le imprese del territorio forlivese che hanno subito danni, tra diretti e indiretti, a causa dell'alluvione. A fare il conto sono le associazioni di categoria, che sono state sentite giovedì pomeriggio durante la nuova seduta della Commissione d'indagine sull'alluvione, istituita dal Consiglio comunale per approfondire le cause e i problemi connessi alla catastrofe del 16-17 maggio scorsi.

E da quanto emerge dalle associazioni di impresa i danni indiretti sono superiori a quelli diretti, in altre parole il fermo produttivo, il mancato fatturato e la perdita degli ordinativi hanno inciso anche di più dell'acqua che ha travolto locali e macchinari. E' quanto ha spiegato ai consiglieri comunali Massimo Ferrari (Confindustria): “Confindustria conta 130 imprese associate colpite in Romagna, di cui 60 in provincia di Forlì-Cesena. I danni ammontano a 200 milioni in Romagna, di cui 90 milioni in provincia di Forlì-Cesena, tra danni diretti e indiretti”.

Per Confindustria i danni indiretti sono 5 volte superiori a quelli diretti e sono così suddivisi: 19% dovuti all'interruzione della catena della subfornitura, il 23% per perdite di ordinativi, 13% per carenza di personale, 45% per fermo produttivo, per esempio causato dall'interruzione di strade.  “Le aziende, grazie alle loro forze e non certo per i ristori, nel 97% dei casi sono ripartite, ma per riprendere la piena produzione di prima dell'alluvione ci vorrà tempo, dipende dal mercato”, sempre Ferrari. Tuttavia accanto al 3% che non sono ripartite, c'è un altro 5% che è ripartito ma in modo molto ridotto (sotto il 20% della capacità produttiva) e un altro 11% che non è che è sotto il 70% della sua capacità produttiva, per cui un'industria su 5 di quelle colpite sta ancora soffrendo.

Ed un altro aspetto negativo per il territorio locale: “Il 42% delle industrie ha dovuto ricorrere a nuovi fornitori, dato si è interrotta la filiera, spesso ricorrendo a soggetti fuori dal territorio. E' un indebolimento”, rileva Ferrari. Infine il 92% delle grandi imprese intende mantenere i livelli occupazionali attuali, mentre solo l'11% ritiene di dover accedere alla cassa integrazione. Il 17% di loro ha ottenuto una copertura dalla propria assicurazione privata.

Diversa la situazione dell'artigianato, che vede circa 300 imprese danneggiate a Forlì e comprensorio. Mauro Collina (Confartigianato) conteggia 180 imprese danneggiate sue associate, metà nel comprensorio, metà a Forlì. Se le imprese forlivesi hanno avuto maggiori danni diretti dell'acqua, quelle dell'Appennino hanno subito maggiormente i danni indiretti, con maggiore difficoltà quindi a ottenere i ristori che sono previsti per chi ha subito danni a strutture e macchinari. 

E lancia l'allarme sulle pratiche per gli indennizzi: “Purtroppo i periti sono pochi, e quelli preparati in queste materie ancora meno. E' difficile fare una perizia corretta”. “Ci sono nodi burocratici da sciogliere in tempi rapidi e non c'è un numero sufficiente di tecnici per fare le perizie”, è l'allarme che lancia anche Marco Lucchi (Cna). Nel Forlivese Cna conteggia 120 imprese colpite, mentre a livello provinciale sono 200, con 20 milioni di danni diretti. “La maggior delle imprese nostre associate parte ripartite a piene regime, ma con perdite di fatturato; una parte non è ripartita per gli stabili inagibili, alcune si sono trasferiti. Chi è ripartito l'ha fatto, però, con la propria disponibilità finanziaria. Una parte, infine, sta valutando se a fine anno deve chiudere, l'incidenza definitiva lo vedremo i primi mesi del prossimo anno”, aggiunge Lucchi. 

Ed infine il commercio, con Gabriele Mambelli (Confcommercio) che parla di circa 100 imprese danneggiate, di cui 60 Forlì e 40 vallate, con danni che vanno da 500 a 350mila euro. “Nelle vallate si riportano più danni indiretti che diretti, nel loro caso la richiesta più immediata è il ripristino della viabilità”. E conclude Fabio Lucchi di Confersecenti, che conta 41 imprese danneggiate a Forlì e una trentina nelle vallate: “I nostri associati lamentano oltre 2 milioni di euro di danni solo a Forlì. Una attività ha fatto la scelta di non riaprire più l'attività, mentre due si sono spostate”.

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