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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Previste piogge intense, cambia il programma delle celebrazioni. La messa va in duomo anche per le polemiche dei laici

Come stabilito in caso di previsione meteo avverse, infatti, la Santa messa e l'esibizione in musica saranno ospitate in altre sedi

Cambia il programma delle celebrazioni istituzionali dell'anniversario dell'alluvione, a causa del maltempo. Il Comune di Forlì fa sapere che in considerazione di quanto riportato dai bollettini meteorologici per la giornata di giovedì, che prevedono piogge nel pomeriggio con possibile aumento di intensità, ci sarà una modifica. Come stabilito in caso di previsione meteo avverse, infatti, la Santa messa e l'esibizione in musica che si sarebbero dovute svolgere all'aperto, in piazza Saffi, saranno ospitate in altre sedi. Resta invece confermata l'inaugurazione a Porta Schiavonia del monumento dedicato agli "angeli del fango". 

Questo è il nuovo programma. Alle ore 17, a Porta Schiavonia, si svolgerà il momento inaugurale del monumento dedicato alla memoria della disastrosa alluvione del maggio 2023. Alle ore 18, in Duomo, il Vescovo della Diocesi di Forlì - Bertinoro Livio Corazza celebrerà la Santa Messa. Quindi, alle ore 19.30, l'Omaggio in Musica a cura delle Scuole di Musica forlivesi sarà ospitato dal Palazzetto dei Romiti, in via Sapinia 40. Si fa presente che all’interno del Duomo, per la Santa Messa, non sono previsti posti riservati.

Il cambio di sede della messa, però, viene motivata dalla diocesi  anche per le "polemiche - afferma il vicario generale, don Enrico Casadei -, per cui non riteniamo ci siano le condizioni per celebrare in piazza una messa che voleva essere un momento di comunione, di solidarietà e di ricordo delle vittime dell’alluvione, Vittorio Tozzi, Adriana Mazzoli e Franco Prati. Ringraziamo tutti coloro che avevano capito lo spirito dell’iniziativa. Se Dio vuole torneremo in piazza giovedì 30 maggio per la celebrazione del Corpus Domini”. Le polemiche sono riferite alla presa di posizione di dissenso della Consulta laica, con un recente documento ottoscritto anche da Anpi, Arci, Cgil, Associazione VoceDonna, Associazione Mazziniana, Associazione Luca Coscioni, Associazione Un Secco No, Movimento Federalista Europeo, Udi, Istituto Paride Baccarini e Uaar.

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