Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Crepe nei muri, dissesti statici e problemi alle fondazioni: cosa è successo agli 8 edifici inagibili per l'alluvione

A Forlì ci sono ben 8 edifici in 4 punti della città, tra i Romiti e Schiavonia, che risultano inagibili in quanto l'alluvione potrebbe averne compromesso la stabilità

A Forlì ci sono ben 8 edifici in 4 punti della città, tra i Romiti e Schiavonia, che risultano inagibili in quanto l'alluvione potrebbe averne compromesso la stabilità. Con quattro ordinanze urgenti del sindaco, il Comune ha imposto gli interventi necessari al ripristino e, di conseguenza, per permettere il rientro a casa dei residenti evacuati. Uno di questi è il caso più noto, il condominio di via Locchi 8. Si tratta di 8 casi in cui si ipotizza un dissesto statico delle strutture, mentre ovviamente sono molte di più le abitazioni di fatto inagibili a causa dei danni provocati dall'acqua a pavimenti, impianti elettrici e dei servizi o per l'ammaloramento di muri e intonaci. 

Via Isonzo

Il secondo punto critico sono 3 edifici addossati l'uno all'altro, uni-famigliari o bi-famigliari, che si trovano in via Isonzo dietro la sede della Polizia Stradale, ai numeri civici 25-27-33. L'ordinanza del Comune rileva che “gli immobili in questione presentano un quadro fessurativo significativo sulle murature portanti prospicienti la sede stradale, dovuto presumibilmente ad un cedimento o assestamento delle fondazioni”. 

L'ordinanza del Comune impone 15 giorni di tempo per un piano di monitoraggio e 90 giorni per presentare un piano di recupero che deve prevedere la “risoluzione dei fenomeni di sfondellamento dei solai, distacchi e collasso di elementi di alleggerimento; risarcitura delle compagini murarie interessate da fenomeni fessurativi ed eventuale inserimento di rinforzi”. L'ordine di evacuazione potrà essere revocato solo dopo aver effettuato questo piano di lavori.

Transennati gli edifici dichiarati inagibili per l'alluvione

Corso Garibaldi

Il terzo punto critico è in corso Garibaldi, dal civico 222 al 228. Si tratta anche in questo caso di due edifici di due e tre piani addossati l'uno all'altro, sgomberati dopo l'alluvione. In uno di questi edifici si è verificata l'esplosione della vetrina verso il marciapiede, con la curvatura degli infissi. In base all'ordinanza si ipotizza che “si sono verificati cedimenti e dissesti statici in entrambi i fabbricati soprattutto sul prospetto verso la sede stradale” e dà 30 giorni alla proprietà per presentare una relazione di un tecnico. L'altro termine è di tre mesi per i “lavori necessari a mettere in sicurezza il prospetto dell’immobile”. Solo dopo tale intervento edilizio sarà possibile revocare il divieto di utilizzo degli immobili.

VIDEO - Edifici transennati per l'alluvione

Via Consolare 

Sorte simile per due edifici, anch'essi addossati, in via Consolare, dal civico 3 al 7, di due piani. Anche in questo caso si sospetta che si sono “verificati cedimenti e dissesti statici in entrambi i fabbricati anche sul prospetto verso la sede stradale”, tanto che sono state posizionate delle transenne in strada. L'ordinanza dà 30 giorni alla proprietà per presentare una relazione di un tecnico. L'altro termine è di tre mesi per i “lavori necessari a mettere in sicurezza il prospetto dell’immobile”. Solo dopo tale intervento edilizio sarà possibile revocare il divieto di utilizzo degli immobili.

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