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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Alluvione, un anno dopo

Alluvione e polemiche, Valmori (Romiti): "Dispiace che si usi la tragedia per altri fini. Orgogliosi di quanto fatto"

"Collaborare ed essere uniti ha portato a togliere le barriere sociali e culturali perché siamo tutte creature, ospiti su questa terra, che dobbiamo custodire perché è un bene prezioso che ci amerà sempre se noi continueremo ad amarla", sottolinea Valmori

Ad un anno dall'alluvione "possiamo dirci orgogliosi di ciò che abbiamo fatto tutti insieme e mi rammarica che questo territorio, dopo una tragedia simile, sia diventato un luogo di divisione e di discordia in cui la tragedia sia motivo di controversie che non portano se non all’ennesima distruzione". Il coordinatore del comitato di quartiere Romiti, Stefano Valmori, prende la parola per ringraziare "tutti coloro che sin dal 17 maggio 2023 hanno contribuito alla rinascita del territorio", non senza fare un osservazione sulle polemiche che si sono accese negli ultimi giorni circa il monumento in ricordo della tragedia a Porta Schiavonia e il programma celebrativo previsto per giovedì. 

Citando le parole di papa Francesco nella lettera Enciclica (“....responsabilità di fronte ad una terra che è di Dio …”, "da quel 16 maggio 2023 molte volte ci siamo interrogati chi o cosa è il responsabile della tragedia accaduta, perché di tragedia parliamo - afferma Valmori -. Ma mai ci siamo interrogati se una piccola parte di responsabilità non fosse di tutti noi. Forse dovevamo tutelare il nostro territorio, forse non abbiamo fatto abbastanza, forse si poteva prevedere? Domande che ci hanno accompagnato in questo lungo anno; interrogativi a cui forse non troveremo risposte. Però, se ora, siamo qui tutti uniti è perché ci siamo presi le nostre responsabilità e ci siamo dati la forza reciproca per rimetterci in piedi, ognuno come ha potuto, e questo grazie anche alla volontà e alla collaborazione di tutti i volontari che, “angeli del fango”, si sono sentiti anch’essi responsabili di tutto questo e, guidati da uno spirito di altruismo, hanno dato la svolta al nostro quartiere. La macchina di aiuto è partita immediatamente, nessuno si è tirato indietro, anch’io ho dovuto fare una scelta e ad oggi, insieme alla mia famiglia, sono convinto che ho fatto la scelta giusta (anche se nei primi giorni è stata dura), ma la volontà e la responsabilità, oltre l’amore per il quartiere, mi ha fatto andare verso la direzione giusta e questa strada è stata percorsa da tutti voi, perché avete sentito che era necessaria l’unione, senza la quale non saremmo qui oggi". 

"Collaborare ed essere uniti ha portato a togliere le barriere sociali e culturali perché siamo tutte creature, ospiti su questa terra, che dobbiamo custodire perché è un bene prezioso che ci amerà sempre se noi continueremo ad amarla - continua Valmori -. Ho visto persone che, nonostante tutto, non si sono arrese, anche se arrendersi, in certi momenti sembrava la soluzione più giusta, ho visto persone con le lacrime agli occhi che, incredule, guardavano sacrifici di una vita spazzati via dalla furia dell’onda, ho avuto anch’io momenti di sconforto e a volte di arresa, ho avuto momenti, in cui anche i miei occhi si sono riempiti di lacrime, ma sono proprio state queste lacrime, amare, che hanno dato la forza di prendersi la responsabilità e ritornare a ciò che poteva essere vicino alla normalità. Il territorio è stato coinvolto in maniera totale, sono state colpite le famiglie, la parrocchia, le scuole e le attività commerciali, tutte realtà che fanno del Quartiere una grande comunità, ma l’impegno di essere parte di un progetto comune ci ha portato ad risollevarci, con difficoltà certamente, e a ritornare alla vita".

"A oggi possiamo dirci orgogliosi di ciò che abbiamo fatto tutti insieme e mi rammarica che questo territorio, dopo una tragedia simile, sia diventato un luogo di divisione e di discordia in cui la tragedia sia motivo di controversie che non portano se non all’ennesima distruzione - prosegue il coordinatore di quartiere dei Romiti -. Dispiace che l'anniversario dell'alluvione, sulle cui modalità di ricordo e sensibilizzazione come Comitati di Quartiere siamo stati regolarmente coinvolti dall'amministrazione, diventi l'occasione per usare ancora una volta la tragedia del 16-17 maggio scorsi, ad altri fini che non fanno parte del vero volontariato che facciamo. Le scelte sono state condivise con chi da sempre rappresenta i quartieri della città, cioè i Comitati di quartiere". 

"Ma di chi è la responsabilità? A questa domanda faccio molta fatica a rispondere, ma sono sicuro che la gente dei Romiti e di tutti i territori colpiti, vada oltre, e  mi consola il fatto che si sia riposta tanta fiducia nel Comitato di Quartiere, ringrazio tutti quanti voi perché con la vostra tenacia e umiltà avete portato il Quartiere Romiti a rivivere nel segno di comunità - conitnua -. Un grazie con la G maiuscola va sicuramente a tutti i cittadini residenti alluvionati che con la loro forza hanno dimostrato la voglia di rimettersi in moto per ridare dignità ad un territorio ferito e ci sono riusciti con una grande dignità e forza".

I ricordi

"Non posso dimenticare il grande sostegno che la dirigente scolastica dell’ Istituto Comprensivo Tina Gori Daniela Bandini ha garantito alle famiglie prendendosi anch’essa la responsabilità di accogliere i bambini  delle famiglie alluvionate per alleviare loro la tragedia che li vedeva coinvolti, e dare tempo ai genitori di sistemare ciò che il fango aveva distrutto - prosegue -. Ricordo e sono vicino alle famiglie che purtroppo hanno perso i loro cari, a loro va tutta la solidarietà della comunità, a loro dobbiamo pensare quando ci viene chiesto una spiegazione di responsabilità, a loro si deve la rinascita della comunità stessa; una comunità che non ha perso il senso di condivisione, collaborazione, di amicizia e di amore".

Il mio ringraziamento è rivolto a tutti coloro che sin dal primo momento si sono riversati nel nostro territorio. A partire dai soccorsi (Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Carabinieri, FInanza, Esercito, Polizia Locale volontari protezione civile proveniente dai territori limitrofi), istituzioni, a tutti i volontari cittadini associazioni, aziende, realtà presenti nel territorio forlivese e non, ma soprattutto a tutti coloro che provenienti da tutta Italia sono rimasti al nostro fianco dandoci la forza di rimetterci in piedi va il mio e il nostro più grande ringraziamento. Sono momenti che nessuno di noi potrà mai dimenticare, io per primo non dimenticherò, ma il ricordo ci renderà ancora più forti perché i Romiti e tutti i territori alluvionati devono rinascere più forti di prima", conclude.

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