Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Il ministro dell'Ambiente: "Alluvione e siccità, serve adattamento: trattenere l'acqua in invasi e bacini di esondazione"

L’iniziativa ha visto la presenza di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia Romagna e di  Gian Luca Zattini, sindaco del Comune di Forlì

"Alluvione a Forlì: la sfida della ripartenza" è il titolo dell'evento che si è tenuto nell'auditorium del San Giacomo a Forlì nella serata di ieri, lunedì. L'evento voleva essere una sorta di “Stati Generali sull’alluvione”, promossi dall’Amministrazione comunale per riflettere sul riassetto del territorio dopo la drammatica alluvione del 16 maggio scorso, a 4 mesi di distanza dalla calamità, con le relazioni di tecnici e politici di vari livelli istituzionali.

L’iniziativa ha visto la presenza di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, di Irene Priolo, vicepresidente della Regione Emilia Romagna e di  Gian Luca Zattini, sindaco del Comune di Forlì. Fuori dall'auditorium si è tenuta la contestazione dei “Fridays for Future”, accompagnati dai “Parents for future”, che hanno accusato il ministro (che si è collegato da remoto) di essere un negazionista del clima.

VIDEO - La contestazione dei Fridays for Future

Per vincere la sfida della ricostruzione, secondo l'esponente del Governo “non servono le pacche sulle spalle, il Governo deve essere a fianco dell'Emilia-Romagna e delle popolazioni colpite e le risorse complessive finora stanziate alla struttura commissariale superano i 600 milioni”.  Tuttavia, per il ministro dell'Ambiente “l'altro grande fronte è l'adattamento, dopo aver ripristinato tutto nel migliore modo possibile: dobbiamo essere in condizione di raccogliere le acque, vuol dire raccoglierne quando piove tanto, per non farle defluire di colpo (e in Romagna c'è una discesa quasi diretta dall'Appennino), e averle quando c'è siccità”.

Stati generali dell'alluvione

Pichetto Fratin cita il caso della “Spagna che raccoglie il 37% dell'acqua piovana, noi l'11%”. Ed ancora: “Servono poi aree di esondazione, terreni agricoli esondabili in cui è previsto l'indennizzo”. Per il ministro la mancanza di fondi non è in realtà un problema: “Ho spostato oltre un miliardo dal Pnrr ai fondi di inclusione, operazione che ci permette di dare copertura completa a opere da terminare, che non sarebbero mai state completate entro i termini del Pnrr. Per quanto riguarda i fondi strutturali 2014-202, a fatica si era raggiunto a spenderne il 50%, non è una questione di disponibilità di risorse per investimenti”. 

VIDEO - La relazione del ministro: "Trattenere le acque"

Irene Priolo, vicepresidente della Regione con delega alla protezione civile, ha ricordato le tante eccezionalità dell'alluvione, la più grande mai avvenuta in Italia per quanto riguarda estensione dell'area colpita. Inoltre “il materiale solido trasportato dai fiumi non è stato il classico materiale da alluvione, perché ci sono state erosioni importanti delle sponde e rotture degli argini in punti non previsti, c'è stata una dinamica differente delle acque”.

Per Priolo per salvare città e pianura bisogna partire dall'Appennino e dalle sue 56mila frane censite:. “La vera ricostruzione deve mettere in campo una visione complessiva da monte a valle – dice Priolo -, ci vorrà del tempo, ma se non interveniamo in montagna non eviteremo fenomeni come questo. Bisogna partire dal sistema di regimazione delle acque, dal reticolo minore e stiamo già discutendo coi consorzi”. Quindi la richiesta di ripartire le risorse in base alle priorità: “Servono delle priorità? Sì, ma vanno lette: non era una novità che l'Emilia-Romagna fosse la Regione più a rischio alluvione in Italia, e allora le risorse dovrebbero seguire le priorità. Come Emilia-Romagna abbiamo quasi un miliardo di euro di interventi richiesti ma non finanziati. Le risorse per il rischio alluvionale non possono essere distribuite in base ad altri criteri, per esempio la popolazione di una regione”.

VIDEO - Priolo: "Emilia-Romagna regione più a rischio, più risorse qui"

Commenta infine il sindaco: “Nell’incontro che abbiamo avuto con Figliuolo a settembre – spiega Gian Luca Zattini – sono emersi con grande chiarezza due distinti livelli di azione. Un livello, che è quello che insieme al Commissario Straordinario e alla Regione stiamo portando avanti, è legato all’emergenza vera e propria, ai ristori e a tutto ciò che concerne l’aiuto a cittadini e imprese. Da questo livello, tutti, il Comune per primo, ci aspettiamo rispetto degli impegni assunti e tempi più celeri possibili. Non è semplice, ma la macchina è in moto da tempo e la volontà c’è tutta”.

“L’altro livello di azione e di attenzione, al quale ci richiamano con sempre maggior vigore autorità locali ed internazionali, parte dall’evidenza che le attuali condizioni climatiche e ambientali ci stanno ponendo in modo sistematico di fronte a fenomeni estremi con una portata e una frequenza diverse da quelle che erano state prese a riferimento nelle vecchie programmazioni e rispetto alle quali non abbiamo più difese adeguate. Pensiamo ai fiumi e ai canali, agli argini, ai ponti, ai sistemi fognari, alla coltivazione o alla non coltivazione del territorio, soprattutto quello collinare e montano”.

“Dobbiamo mettere in campo una nuova programmazione, efficace e strutturata nel tempo. Per fare questo ci devono essere direttive chiare, condivise e aggiornate, finanziamenti adeguati, consapevolezza del tempo necessario e una riorganizzazione chiara e tempestiva della struttura di emergenza. Gli Stati Generali vogliono essere proprio questo: elementi tecnici, condivisione e ricerca del fattore più importante che è l’unità”, conclude il sindaco.

“Gli Stati Generali sull’alluvione sono un momento prevalentemente tecnico, di riflessione e di condivisione di elementi utili che devono fare scaturire considerazioni da parte di Comune, Regione e Governo, con l’obiettivo principale di creare le migliori condizioni possibili di relazione tra i livelli istituzionali, per riuscire a mettere in campo misure efficaci per la ripartenza con l’obiettivo da perseguire della sicurezza dei territori”, le parole dell’assessore all’ambiente del Comune di Forlì, Giuseppe Petetta, che ha ringraziato il ministro per la partecipazione. Per la deputata e coordinatrice regionale dell’Emilia Romagna di Forza Italia, Rosaria Tassinari, “la partecipazione del ministro dell’ambiente dimostra la vicinanza del governo ai territori alluvionati”.

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