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Cronaca

Alluvione un anno dopo - "Il nostro lieto fine: ora siamo uno in più e siamo tornati in casa (che mai termineremo forse)"

"Avevamo appena finito di ristrutturare buona parte della nostra prima casa, un progetto pieno zeppo di sacrifici e sogni, è un momento sereno: finalmente iniziamo a goderci i frutti di questa lunga attesa"

Io e il mio compagno abbiamo appena finito di ristrutturare buona parte della nostra prima casa, un progetto pieno zeppo di sacrifici e sogni, è un momento sereno: finalmente iniziamo a goderci i frutti di questa lunga attesa. Attesa anche perché avevamo scoperto da pochi mesi che non saremo più stati in due bensì in tre. 16 maggio ore 17.00 quartiere Romiti - l'atmosfera è spettrale, ricordo il grigio ovunque. C'è un inquietante silenzio misto ad un rumore di auto che corrono sulle pozzanghere del ponte di Schiavonia. Intravedo l'argine dalla finestra e ho una brutta sensazione ma mi rifiuto di pensare al peggio.  Decidiamo di portare qualche oggetto dal piano terra (l'unico abitabile) al primo piano ancora grezzo senza una logica precisa, sembra più un gesto scaramantico fatto per stemperare l'ansia. Tutto procedere lentamente.

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Sono le 18.30 - da questo momento in poi gli eventi sfrecciano come proiettili - arriva un messaggio di allarme del sindaco su whatsapp, poi tanti messaggi nelle chat di amici e parenti, suonano al campanello "Andate al primo piano e non muovetevi!" ci dicono. Inizio a capire che quella non sarebbe stata una notte come le altre e decido di preparare due valige: la prima cosa che metto dentro istintivamente è la cartellina con tutte le ecografie di lei o lui.   

Alluvione un anno dopo, tutte le testimonianze

Ancora non stiamo realizzando fino al momento cruciale: ore 19.30 - dall'argine inizia a scendere dolcemente una cascatina d'acqua fangosa che sempre più velocemente si espande a macchia d'olio lungo le vie. Tutti la guardiamo, immobili. Ricordo gli occhi terrorizzati del vicino che, scuotendo la testa, rientra in casa a proteggere i ricordi di una vita; ricordo le persone affacciate ai balconi, ricordo il buio che ci stava inghiottendo senza più un briciolo di illuminazione a cui aggrapparsi e infine ricordo gli occhi del mio compagno, persi.

" Evacuare anche dai primi piani" il megafono di una volante ci riporta alla realtà ripetendo in loop questa frase agghiacciante. In quel momento sento dentro di me una forza e una lucidità che non dimenticherò mai. Sapevo solo che dovevamo andarcene alla svelta e dovevamo mettere in salvo tutti i componenti della nostra famiglia - lui/lei dentro la pancia, noi e le nostre due gatte. Così, con una valigia in una mano e un trasportino a testa nell'altra, ci allontaniamo a passo deciso, senza voltarci più. 

Questo racconto però ha un lieto fine. Ora siamo in tre (più due felini) e siamo tornati nella nostra casa (che mai termineremo forse) grazie all’affetto, alla solidarietà delle persone che ci sono state vicine e a nostro figlio, simbolo di rinascita. 

Claudia, 33 anni 

ALLUVIONE, PER NON DIMENTICARE
Il 16 maggio del 2023 la Romagna si trovò nel giro di poche ore nel dramma dell'alluvione. ForlìToday raccoglie e pubblica i ricordi e le testimonianze dei lettori su quanto accadde in quei giorni. Lo scopo è di costruire e mantenere viva la memoria collettiva su quei fatti.

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