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Anche la chiesa forlivese celebra la 43esima Giornata per la Vita

Il presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Forlì: "Ogni essere umano, fin dal concepimento, possiede un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in un atto concreto"

Domenica anche la chiesa forlivese celebra la 43° Giornata per la vita indetta dai vescovi italiani. L’evento sarà ricordato in Cattedrale, alle 10, nella messa presieduta dal vescovo monsignor Livio Corazza cui parteciperanno i volontari e gli operatori del Centro di Aiuto alla Vita e Movimento per la vita. Sui contenuti della giornata, il neo vicario generale della Diocesi di Forlì-Bertinoro, don Enrico Casadei Garofani, condurrà una riflessione biblica sul testo del messaggio diffuso dalla Cei.

Don Casadei, che dal 2013 è parroco della SS. Trinità e Schiavonia, oltre che responsabile dell’Ufficio Catechistico e della Pastorale per la scuola, terrà il suo intervento presso la sede del Movimento per la Vita e del Centro di Aiuto alla Vita di via Lazzarini, 24 a Forlì. La riflessione sarà video-registrata e messa a disposizione dei fedeli sul canale Youtube della Diocesi. Nel documento, dal titolo “Libertà e vita”, i vescovi italiani si interrogano sul senso della libertà, “a partire dal tempo di pandemia che stiamo vivendo e che ci ha costretti a limitazioni e lontananze. E’ un tempo nel quale c’è stata sofferenza soprattutto in termini di rapporti sociali pur respirando reciprocità, a riprova – evidenziano - che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno”. La Giornata per la Vita 2021 è da vedersi come una preziosa occasione “per sensibilizzare tutti al valore dell’autentica libertà nel suo servizio alla vita”. “L’uso individualistico della libertà – scrive sul periodico Il Momento, il presidente del Centro di aiuto alla Vita di Forlì, Angela Fabbri - porta a strumentalizzare e a rompere le relazioni, distrugge la casa comune, rende insostenibile la vita, costruisce case in cui non c’è spazio per la vita nascente, moltiplica solitudini in dimore abitate sempre più da animali ma non da persone”. Dire sì alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia. Ogni uomo merita di nascere e di esistere.

“Ogni essere umano - continua la Fabbri - fin dal concepimento possiede un potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in un atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile”. Solo considerando la persona come fine ultimo, sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale. “Una cultura pervasa di diritti individuali assolutizzati  - conclude il presidente del Cav - rende ciechi e deforma la percezione della realtà, genera egoismi e derive abortive ed eutanasiche, interventi indiscriminati sul corpo umano, sui rapporti sociali e sull’ambiente”. Durante l’anno 2020, nonostante le difficoltà create dalla pandemia, il Centro di Aiuto alla Vita, che dal 2019 ha il volto di Sergio Antonello ed Elena Pulitini dopo ben 33 anni di impegno della stessa Angela Fabbri, ha continuato ad offrire i suoi servizi per rispondere a difficoltà familiari, economiche e ricerca di casa e lavoro. I nuclei familiari seguiti dal Centro di via Lazzarini sono stati 115, con ben 44 bambini nati, di cui 6 salvati dall’aborto. 

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