Andrea racconta la sua maturità: "Didattica a distanza efficace. Ma un pc non rimpiazza l'atmosfera di un'aula"

Ha frequentato il liceo Classico "Morgagni", indirizzo linguistico, e si considera "un ragazzo riflessivo, determinato e non troppo estroverso"

Ha seguito alla lettera il consiglio della professoressa di francese, che li spronava a dare sempre il massimo. E così per Andrea Camorani è arrivato il diploma di maturità col massimo dei voti. Ha frequentato il liceo Classico "Morgagni", indirizzo linguistico, e si considera "un ragazzo riflessivo, determinato e non troppo estroverso. Penso che quando un'opportunità si presenta una volta sola allora questa debba essere sfruttata bene, con molto impegno. Ritengo che sia magnifico vivere "alla giornata", aspettando che la vita tenga in serbo occasioni inaspettate, gioie, illusioni, sogni o soddisfazioni. Tuttavia, spesso tendo a voler progettare il futuro per filo e per segno, senza riuscire ad assaporare pienamente il momento presente".

Si è diplomato col massimo dei voti. Un risultato inaspettato?
Sì, sicuramente quando ho iniziato la quinta superiore non mi aspettavo di poter ottenere il massimo dei voti, poichè immaginavo che sarebbe stato un anno abbastanza duro. In realtà, una volta terminato il colloquio orale, ero molto soddisfatto e anche abbastanza sicuro di essermela cavata bene. Indipendentemente dal risultato, so che si può fare sempre di meglio. In prima liceo, quando la mia professoressa di francese consegnava i compiti in classe corretti, diceva spesso: "Siete andati bene, ma c'è ancora tanto lavoro da fare" e, con mia sorpresa, ha ripetuto questa frase più volte, fino alla quinta superiore, insegnandoci così che non esiste mai un limite al miglioramento.

Ha dovuto "sacrificare" molto tempo libero per raggiungere questo traguardo importante?
Ritengo di essere stato quasi sempre in grado di conciliare abbastanza bene gli impegni scolastici con il tempo libero. Anzi, credo che svolgere attività al di fuori della scuola mi abbia aiutato a gestire meglio le ore dedicate allo studio. Strano a dirsi, ma quando ero a casa tutto il pomeriggio ero portato a distrarmi e a perdere più tempo. Se invece sapevo che avrei avuto altri impegni riuscivo a sfruttare meglio anche uno spazio temporale più breve. In definitiva, non ho dovuto sacrificare molto tempo libero per raggiungere questo obiettivo.

Oltre allo studio che passioni ha?
Sono molto appassionato di sport. Ho praticato arrampicata per circa sette anni, di cui tre anni a livello agonistico. Mi piace molto sciare, andare in bici e fare windsurf. Inoltre, nutro un grande interesse per la lettura. Trovo che sia sorpendente vivere dentro le storie che si leggono, diventando parte dell'immaginazione dell'autore. Infine, adoro viaggiare; se avessi abbastanza tempo a disposizione, credo che lo passerei in giro per il mondo.

Quali sono i motivi per i quali ha scelto l'indirizzo Linguistico?
Sono sempre stato molto deciso ad iscrivermi a questo indirizzo. Fin dall'inizio del mio percorso scolastico, ho prediletto le discipline letterarie e linguistiche, per le quali mi sentivo più tagliato. Quindi, ho pensato che questo liceo avrebbe potuto fare al caso mio. Adesso che ci rifletto, se tornassi indietro, rifarei la stessa scelta: questa scuola mi ha offerto la possibilità di esprimere al meglio le mie attitudini.

Come è stato il rapporto con i suoi compagni di classe?
Il rapporto con i miei compagni di classe, o meglio, con le mie compagne, poiché siamo solo due maschi, è stato molto sereno e produttivo. C'è sempre stata una grande collaborazione e sicuramente un sentimento di riconoscenza reciproca. Siamo riusciti a sostenerci a vicenda e, sopratutto in questo ultimo anno, nonostante le distanze, ci siamo sentiti ancora più uniti. Per queste ragioni  vorrei approfittarne per ringraziare tutti i miei compagni. Forza 5AL!

L'ultimo periodo imposto dal covid-19 deve esser stato duro....
Confesso che non amo molto le nuove tecnologie, o comunque i dispositivi digitali in generale, quindi l'idea di dover svolgere le lezioni in modo virtuale non mi aveva affatto entusiasmato. In realtà, questo metodo di apprendimento, seppur con qualche difficoltà iniziale, si è rivelato alquanto efficace. Insomma, la scuola è riuscita a procedere più o meno nello stesso modo: interrogazioni su meet o su skype e verifiche scritte via mail o con l'utilizzo della piattaforma "classroom". Chiaramente, si avvertiva in modo notevole la mancanza di un contatto diretto con gli insegnanti e coi compagni. D'altronde, uno schermo può difficilmente rimpiazzare l'atmosfera che si vive in aula.

Che emozioni ha provato varcare per l'ultima volta la porta del Classico?
Sicuramente dei sentimenti molto contrastanti. Da un lato ero felice di aver terminato i miei cinque anni di studio e mi sono sentito estremamente libero, libero e responsabile delle mie scelte. D'altro canto, varcando per l'ultima volta la porta del liceo classico, dopo ben quattro mesi passati a casa, ho provato anche una certa malinconia, era triste non poter salutare singolarmente i nostri insegnanti dopo tanto tempo trascorso assieme. Per me è stato ancor più difficile concepire che il nostro ultimo giorno di scuola "reale" sia stato un normalissimo sabato di febbraio, poco prima del lock-down. Di certo, in quel momento, non sapevamo che saremmo tornati a scuola soltanto una volta e, per di più, in sede d'esame.

Progetti per il futuro?
Mi iscriverò alla facoltà di lingue e letterature straniere di Urbino per la triennale, con l'intento di poter svolgere la magistrale all'estero, probabilmente in un paese francofono. Mi piacerebbe poi lavorare in ambito universitario, o anche buttarmi nell'insegnamento alle superiori. Penso che una carriera a contatto con gli adolescenti possa rendermi sempre giovane.

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