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Animali uccisi da esche e bocconi avvelenati, i Carabinieri forestali scovano un 70enne

Si chiude una brutta vicenda con l'individuazione di colui che sarebbe il responsabile dello spargimento di numerose esche e bocconi avvelenati

Si chiude una brutta vicenda con l'individuazione di colui che sarebbe il responsabile dello spargimento di numerose esche e bocconi avvelenati in località Voltre, nel comune di Civitella di Romagna. Un'attività che aveva causato la morte di vari animali selvatici e di due cani. 

In seguito al ritrovamento di alcuni bocconi avvelenati e delle carcasse dei poveri animali, la Stazione Carabinieri Forestale di Santa Sofia aveva immediatamente avviato le attività investigative. Le analisi autoptiche-tossicologiche effettuate tempestivamente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Forlì, avevano confermato nel frattempo la morte per avvelenamento degli animali.

Grazie a vari appostamenti e ad alcune perquisizioni è stato possibile individuare il responsabile del reato, che secondo chi indaga è un settantenne che aveva seminato in più punti i bocconi avvelenati allo scopo di uccidere fauna selvatica, ritenuta nociva. 

L’uomo è stato quindi segnalato all’autorità giudiziaria. Il rilascio di bocconi ed esche avvelenate, infatti, causa la morte degli animali con crudeltà e costituisce un reato punito dagli art. 544-bis e 544-ter del Codice Penale. Ma integra anche una pericolosa violazione alle norme sulla tutela della salute pubblica nonché una fonte di inquinamento di acqua e suolo. 

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