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La commemorazione

A 36 anni dall'omicidio delle Brigate Rosse: Forlì ricorda Roberto Ruffilli

Roberto Ruffilli era uno dei migliori quadri politici della DC, cervello politico del progetto di Ciriaco De Mita di favorire una stagione riformista, aperto a una nuova fase costituente

In occasione dell'anniversario dell'assassinio di Roberto Ruffilli da parte delle Brigate Rosse, martedì alle 8.15 si terrà la messa presieduta dal vescovo Livio Corazza nella chiesa di Sant'Antonio Abate in Ravaldino, davanti alla quale trentasei anni fa fu commesso l'omicidio. A seguire, sarà deposta una corona con omaggio delle autorità davanti al civico 116 di corso Diaz. Alle 9.30 sarà collocato un busto bronzeo, opera dello scultore Augusto Neri, all'interno del Campus Universitario, con interventi del presidente della Fondazione Roberto Ruffilli, Pier Giuseppe Dolcini, del Magnifico Rettore dell'Università di Bologna Giovanni Molari e del sindaco Gian Luca Zattini.

Chi era Roberto Ruffilli

Roberto Ruffilli era uno dei migliori quadri politici della DC, cervello politico del progetto di Ciriaco De Mita di favorire una stagione riformista, aperto a una nuova fase costituente. Nel silenzio e forte del suo lungo studio, Ruffilli stava mettendo mano quindi a nuove regole del gioco democratiche, sapendo accordare l’intero arco costituzionale. Questo era già un capo d’imputazione esiziale secondo le Brigate Rosse per la costituzione del Partito Comunista Combattente la cui rivendicazione, attraverso un volantino rinvenuto in un bar di Roma, metteva la firma sull’episodio tragico. Il professore forlivese, in città per un convegno, si era accostato all’uscio della sua casa di corso Diaz perché, al citofono, dei postini avrebbero dovuto recapitargli un pacco postale. In realtà due brigatisti entrarono nell’abitazione, lo condussero nel soggiorno dove lo fecero inginocchiare accanto al divano per poi ucciderlo con tre colpi di pistola alla nuca il 16 aprile  1988 nella sua Forlì.

Era nato, infatti, a Forlì, nel febbraio del 1937. Nella sua città ottenne la maturità classica al Liceo Morgagni nel 1956, con tanto di encomio da parte del Ministero. Si laureò a pieni voti nel 1960 presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica di Milano. Da lì s’immette nella carriera universitaria come storico dell’Amministrazione, professore di Storia contemporanea e Storia delle Istituzioni. Tra i suoi testi più importanti vanno ricordati Materiali per la riforma elettorale e Il cittadino come arbitro. Introdotto nella politica attiva, fu a capo del Dipartimento “Stato e Istituzioni” della Dc e contribuì a far nascere il Governo De Mita entrato in carica tre giorni prima della crudele esecuzione. 

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