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Antonio Fiori, Rodolfo Lewanski e Maria Grazia Melchionni tra gli ospiti dell'Accademia Politica Internazionale

L'evento è stato espressione di incontro, confronto e di partecipazione in grado di alimentare un approccio più ravvicinato alle tematiche politiche, sociali ed economiche nello scenario internazionale

L'Accademia di Politica Internazionale è entrata nel vivo: più di cinquecento gli studenti che nella giornata di ieri hanno partecipato alle quattro conferenze organizzate da Hikma, gruppo di studenti universitari appassionati di geopolitica, al Campus di Forlì. L'evento è stato espressione di incontro, confronto e di partecipazione in grado di alimentare un approccio più ravvicinato alle tematiche politiche, sociali ed economiche nello scenario internazionale.

La giornata è iniziata con Giuliana Laschi e Arrigo Pallotti, professori dell'Università di Bologna, che hanno incontrato i ragazzi per una lezione intitolata "Europa e Africa, rapporti complessi di due lontani vicini". I relatori hanno parlato della visione geopolitica nei rapporti tra le due realtà separate dal Mar Mediterraneo. Maria Grazia Melchionni, direttrice della Rivista di Studi Politici Internazionali, è intervenuta, invece, durante la conferenza "Il bipolarismo geoeconomico globale e le possibilità per l'Europa" per definire le caratteristiche di due sistemi politico-economici così differenti dal punto di vista economico, politico e strategico. Seguita dall'esperienza diplomatica di Michele Chiaruzzi e dalle capacità economiche di Giampaolo Rossini hanno esaminato lo scacchiere internazionale e gli spazi occupabili dall'Europa. Nel pomeriggio ha avuto luogo la conferenza dal titolo "A che punto è la democrazia?" che ha visto la partecipazione della professoressa di Scienza Politica Daniela Giannetti, del professore di Democrazia Partecipativa, Rodolfo Lewanski e del professore di Filosofia della Politica Giovanni Giorgini.

Per Giorgini è interessante domandarsi come "la democrazia intesa come regime politico e come ideologia democratica debba coesistere con una oligarchia economia e un'aristocrazia intellettuale". Di seguito, Lewanski ha introdotto il concetto di democrazia partecipativa di tipo deliberativa caratterizzata da inclusione, informazione, dialogo, deliberazione, consenso, empowerment e sottolineando come "la partecipazione deve influire nelle scelte, altrimenti è manipolazione". La quarta conferenza "Le grandi potenze nello scenario internazionale: un dipinto geopolitico" ha contribuito all'evento de La Notte dei Ricercatori con cui l'Accademia di Politica Internazionale ha collaborato. A prendere parte del dibattito Antonio Fiori, Lorenzo Zambernardi e il professore nonché referente del gruppo Hikma, Stefano Bianchini.

"Fermi americani, non siete più soli" ha esordito Stefano Bianchini per presentare le nuove politiche aggressive sullo scenario internazionale attivate principalmente da Russia e Cina. Fiori si è prestato ad analizzare la grande potenza emergente della Repubblica Popolare Cinese che dal 2007 è diventata sempre più protagonista nello scenario internazionale. Al centro del dibattito la stabilità, la crescita economica e la garanzia territoriale tra le differenti potenze centrali. Dal punto di vista delle relazioni dell'Oriente con gli Stati Uniti, se ne occupato Zambernardi. "Ora cosa accadrà? Russia a parte, potrebbe capitare che il mondo si dividerà in più di due sfere di influenze". Il professore ha concluso con il focus sul panorama economico come unica opportunità degli americani per colpire Xi Jinping.

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