rotate-mobile
Domenica, 25 Febbraio 2024
Ristorazione

Ex Eataly, quella di "Casa Romagna" non sarà una semplice pizzeria: "Sarà un viaggio alla scoperta dei sapori locali"

Renam Asirelli, 34 anni, non ha gettato la spugna dopo l'alluvione. Ha continuato a credere in quel che ha costruito negli anni ed è pronto per una nuova avventura che lo vedrà protagonista di "Casa Romagna"

L'alluvione del maggio scorso non solo ha travolto un progetto culinario iniziato ormai nove anni fa, ma l'ha emotivamente segnato. Ma Renam Asirelli, 34 anni, non ha gettato la spugna. Ha continuato a credere in quel che ha costruito negli anni ed è pronto per una nuova avventura che lo vedrà protagonista di "Casa Romagna", il polo enogastronomico di Palazzo Talenti Framonti, con una versione '2.0' della pizzeria che aprì in via Isonzo e che recentemente ha riacceso le insegne con papà Mauro

Renam, partiamo da maggio: le alluvioni di maggio le hanno stravolto la vita...
"Penso che si possa immaginare cosa abbia vissuto in quel periodo. Gli allagamenti del 3 maggio sono stati più un 'fastidio' che l'avvisaglia di qualcosa di più grande che mi avrebbe cambiato la vita. Nel primo caso ci siamo trovati con mezzo metro di acqua e fango nel ristorante "La Marì d'Otello", che hanno compromesso alcune bottiglie che si trovano riposte nei magazzini secondo le normative dell'Ausl e danneggiato diversi pozzetti. E' stata più una 'scocciatura', risolta dopo pochi giorni con l'aiuto del mio staff. Poi è arrivato il 16 maggio".

Si immaginava qualcosa del genere?
"Ci eravamo preparati visto quando accaduto due settimane prima, mettendo tutto il materiale a disposizione ad un metro da terra, ma sono all'interno sono entrati quasi due metri d'acqua. Quel pomeriggio ero nel locale. Alle 18 il giardino era già tutto allagato, poi ho visto l'acqua entrare nel locale e a quel punto mi sono allontanato perché non era più sicuro restare lì. Poi sappiamo cosa è accaduto. Nei primi tre giorni non ce l'ho fatta emotivamente a tornare nella pizzeria. Poi è partito un tam tam sui social e il sabato, con l'aiuto di tanti amici, conoscenti, clienti e volontari, abbiamo cominciato a pulire il locale. Si sono salvati solo gli acciai inox, il resto era tutto da buttare perché travolti dal fango. Nei giorni successivi i 'ragni' di Alea hanno portato via tutto. Era un segno di resa, perché il lavoro di nove anni è stato spazzato via in una notte. E' il motivo principale che mi spinto a non riaprire la pizzeria in via Isonzo. Gestire emotivamente un altro evento del genere non ci riuscirei". 

Guardando il lato positivo, il fango si è rivelato terreno fertile per una nuova opportunità. Quando è nato il progetto de "La Marì Pizzeria"?
"Dopo quanto accaduto mi sono deciso a cercare un'altra sistemazione, guardandomi attorno consultando diverse agenzie immobiliari. Poi sono stato contattato per il nuovo progetto che avrebbe dato nuova vita a Palazzo Talenti Framonti. E la filosofia di "Casa Romagna" mi ha subito convinto, perché ha come obiettivo principale la valorizzazione del territorio. A me personalmente piace far conoscere al cliente e raccontare perché un determinato prodotto finisce a tavola e da dove proviene. E' un modo per far conoscere piccole, ma eccellenti, realtà produttive del nostro territorio. Ovviamente, per quanto riguarda il mio campo, collaboro anche con realtà meridionali che forniscono le loro eccellenze come ad esempio la mozzarella di bufala o provola campana, le olive di Gaeta o le alici di Cetara. Insomma, al cliente proporrò un viaggio enogastronomico, un'esperienza che stavo pensando da tempo e che finalmente diventerà realtà. 

Sabato è il giorno dell'inaugurazione. Come si sente?
"Sono indubbiamente contento, perché si concretizzano gli sforzi degli ultimi sei mesi. Sarà probabilmente un momento incredibile e sarò travolto dall'emozione dopo tutto quello che ho vissuto a maggio e nelle settimane successive. Vedo già in questi giorni l'allestimento e la disposizione dei tavoli e mi viene da dire 'Wow, cosa abbiamo fatto!". Non mi sto preparando psicologicamente a quello che mi aspetta da sabato in poi, ma sicuramente all'esordio riempirò il locale con amici che mi vogliono bene. Sarò circondato dal calore di tante persone e che non aspettano altro una ripartenza dopo quello che è successo".

Come si potrà prenotare un tavolo?
"Ci sarà un'applicazione, che ci permetterà di gestire le prenotazioni in tempo reale. Il cliente potrà compilare un form a qualsiasi ora, inserendo l'orario e il numero di persone. Poi arriverà una conferma telematica. Per quanto riguarda gli orari, saremo aperti solo di sera". 

Cosa dobbiamo aspettarci dal menù?
"Vogliamo incentivare il concetto della condivisione. Ci saranno dei fritti che saranno anche in modalità di degustazione, una sorta di antipasto prima della cena da dividere in più persone, oltre ad una novità che presenteremo a chi verrà a trovarci. Altra novità sarà quella delle serate a numero chiuso dove si potranno degustare pizze speciali fuori menù. Sicuramente ci saranno anche le pizze classiche della "Marì", valorizzando il concetto della stagionalità, con una rotazione in base agli ingredienti del territorio. Ad esempio per questo periodo punteremo su funghi e tartufi. La cottura avverrà attraverso due forni elettrici di ultima generazione, il "Neapolis" della "Moretti Forni", che ci consentiranno di aumentare l'idratazione dell'impasto. Cuoceranno come un forno a legno, con una temperatura di massima che arriva a 520°C. Ci avvarremo della collaborazione di un pizzaiolo di Salerno, Manuel Consalvo. Per quanto riguarda gli ortaggi, collaboreremo con un'azienda agricola del territorio che non usa serre o pesticidi. Per quanto riguarda i dolci ci sarà uno chef che ci sorprenderà da quel punto di vista. Ci avvarremo anche in questo caso della collaborazione di realtà locali". 

Lo staff da quante persone sarà composto?
"Sarà composto da 15 persone".

Quanti saranno i posti a sedere?
"I coperti saranno circa 120".

L'apertura di "Casa Romagna" ha riacceso il dibattito sulle auto in piazza. Lei cosa ne pensa?
"Mi affaccio dalla finestra e vedo una piazza viva. A me dà l'idea che la piazza voglia essere vissuta dalle persone. Mi piacerebbe rivedere quindi la piazza della 'vasca del sabato'".

Si sta per accendere il Natale di "Forlì che brilla". Cosa si aspetta per le festività?
"Mi conceda un'esclamazione. Penso che faremo il 'botto'. La nostra missione sarà quella di ripopolare il centro. L'apertura del polo ristorativo di 'Casa Romagna' potrebbe essere vista come una miccia positiva, che potrebbe innescare l'apertura di altre attività in centro. La piazza può vivere e splendere di luce propria. Bisogna crederci. Noi ci crediamo". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ex Eataly, quella di "Casa Romagna" non sarà una semplice pizzeria: "Sarà un viaggio alla scoperta dei sapori locali"

ForlìToday è in caricamento