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Iper, "senza S.Stefano si perdono fatturato e posti di lavoro"

"Non è vero che chi non verrà a fare acquisti nei giorni festivi tanto verrà un altro giorno feriale": Tiziano Bambi cerca di confutare coi dati gli attacchi dei sindacati

“Non è vero che chi non verrà a fare acquisti nei giorni festivi tanto verrà un altro giorno feriale”: Tiziano Bambi cerca di confutare coi dati gli attacchi a cui è sottoposto in questi giorni l'iper di via Punta di Ferro per la scelta di tenere aperto il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano. In primis gli attacchi arrivano dai sindacati, che hanno coagulato nella protesta, con la minaccia di sciopero lo stesso 26 dicembre, molti lavoratori anche precari dell'iper.

RISCHIO FATTURATO E POSTI DI LAVORO

“Le nostre analisi mostrano chiaramente che l'iper di Forlì ha un'attrattività forte dai territori vicini della Romagna nei giorni festivi – si va a un terzo alla metà delle visite delle domeniche -, questo è tutto pubblico che non viene il lunedì, ma che andrà altrove”, spiega Bambi, tenendo fermo il punto sull'apertura del 26 dicembre. “Per questa giornata non abbiamo riferimenti per fare confronti, ma le previsioni sono positive”, sempre Bambi.

Insomma, senza queste aperture festive – è il ragionamento del direttore de 'La Punta' di Forlì – si perde fatturato e con esso posti di lavoro. Facendo un calcolo matematico grossolano, sempre secondo Bambi “ogni apertura domenica vale 2 posti di lavoro, se mettiamo che nell'iper lavorano circa 700 persone per 350 giornate di apertura”. Poi, è vero, non esiste una corrispondenza tra aumento delle giornate di apertura e numero dei dipendenti. Lo stesso direttore lo riconosce: “Esiste per il supermercato, che è comunque un'ampia fetta del centro commerciale, mentre per i negozi della galleria, e sono circa cento, che impiegano 3-4 addetti, magari non saranno assunte persone in più, ma comunque rappresenta un'opportunità di reddito per questi addetti, da non disdegnare”. In ogni caso, per Bambi la questione è un'altra: “Non stiamo tanto parlando di aumentare i livelli di fatturati, ma di difenderli in questa situazione economica, che è una garanzia anche per chi ci lavora”.

I dati resi pubblici per la grande distribuzione è di un calo del 5% medio nel giro di affari. L'iper di Forlì rispetto a questo dato nazionale si difende: “Per fortuna il nostro dato è migliore di questa media nazionale,abbiamo tutti gli spazi occupati e non è da tutti i centri commerciali in questo periodo. Il numero di visitatori è superiore alle attese, nell'ultimo week-end abbiamo avuto circa 50.000 visite tra sabato e domenica”.

LA CENSURA SU FACEBOOK

Respinge poi l'accusa di censurare il dibattito su Facebook. “La nostra pagina Facebook è pensata come relazione tra i clienti, i consumatori e il centro commerciale. Nonostante questo da 18 mesi ospita commenti e confronti, anche molto animati e critici, per esempio quando abbiamo scelto di fare le aperture estive o un'apertura serale. Ma erano sempre in toni accettabili. Poi sono scesi in campo i “fondamentalisti”, con espressioni eccessive, minacce, violenza verbale. Non erano quindi tollerabili”, spiega Bambi, che quindi parla di “eccesso nei toni e non nei contenuti”.

I VALORI

Tuttavia, resta la questione dei valori. La domanda è: il 26 dicembre è una giornata di festa religiosa e di famiglia? “Se questo è un valore deve essere un valore universale. Non può essere un valore assoluto a Forlì mentre già a Rimini l'apertura del centro commerciale avviene da anni. Se è un valore per tutti, allora lo deve essere anche per i ristoranti e i cinema, tutti aperti a Natale. A Forlì, forse vi era una consuetudine, una consuetudine che veniva da una legge, che non permetteva queste aperture se non limitatamente a località con qualifica di località turistica. Poi, come è noto, è cambiata la legge: il problema per chi è contrario è nella legge, non nei confronti di chi la applica. Nel discorso dei lavori non mi voglio addentrare, anche io vengo da una famiglia con una cultura cattolica, ma mi hanno anche insegnato che una caratteristica dei valori è l'universalità, mentre qui sembra che ci sia un valore a Forlì e non a Rimini...”.

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