Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Dalla passione dei pesci ad una "fishroom" che occupa tutta la tavernetta: "Ed ora vasche allo zoo safari"

L'appassionato di acquariofilia in pochi anni, è passato ad avere una "fishroom" in tavernetta con ben 11 vasche, la più grande contenente 800 litri di acqua

Ha iniziato con un piccolo acquario, commettendo i soliti errori del neofita, per poi capire che gestire un acquario significa responsabilità e conoscenza del mondo dei pesci e, in pochi anni, è passato ad avere una "fishroom" in tavernetta con ben 11 vasche, la più grande contenente 800 litri di acqua. L'appassionato di acquariofilia è Luciano Notarangelo, 35 anni, pizzaiolo, originario pugliese che vive a Forlì da vari anni, e con una gran parte del suo cuore riservata al mondo ittico. Notarangelo, però, non si accontenta di godersi da solo la bellezza dei suoi pesci, tutti provenienti dal lago Malawi (il terzo lago più grande del continente africano) ma in questi mesi ha già preso contatti col sindaco per posizionare - una volta terminata la pandemia - una vasca nella scuola elementare di Carpinello - quella dei suoi figli - e far conoscere anche ai più piccoli le bellezze degli acquari e per quest'estate ha già allestito 5 vasche per i visitatori dello Zoo Safari di Ravenna.

Un vulcano, preparatissimo sull'argomento, e con molta voglia di trasmettere la sua passione a più persone possibile.  "L'acquarofilia in Italia è un hobby inesistente - spiega Luciano - mentre nei Paesi del nord è molto praticata e apprezzata. A trasmettermi la passione è stato mio padre. Quando sono andato ad abitare da solo ho iniziato con un piccolo acquario poi piano piano mi sono addentrato in questo mondo fantastico e ho capito che sì è scenografico posizionare un veliero nell'acquario ma ai pesci non fa bene e, soprattutto, non c'è nulla di vero. Quindi ho iniziato a studiare il biotopo in cui vivono differenziando le vasche: quelle per i battitori delle rocce, pesci erbivori, in cui se posizioni piante vere le divorano in due o tre giorni, quindi bisogna mettere solo alghe e rocce; e altre per pesci predatori, in cui, invece, le piante vere del lago del Malawi sono perfette".

Secondo Natarangelo bisogna avvicinarsi ai pesci nel modo giusto. L'esempio del pesce rosso, che forse tutti abbiamo avuto una volta nella nostra vita in casa, è lampante. "In una boccia con tre litri di acqua vive due anni e poi muore per nanismo perché è costretto a vivere in uno spazio troppo piccolo - spiega - in un acquario con 70 litri vive 10 anni. Tenere un pesce è come occuparsi di un qualsiasi altro animale, cane o gatto che sia. Vanno seguite le giuste indicazioni".

Notarangelo, che possiede 300 pesci, tra grandi e piccoli, di 10 specie diverse, con una grandezza che va dal centimetro ai 13 centimetri, quest'estate metterà parte del suo patrimonio a disposizione dello Zoo Safari di Mirabilandia a Ravenna. "Porterò parte dei miei pesci nelle cinque vasche che abbiamo allestito a Ravenna - spiega ancora Notarangelo - poi, finita l'estate, alcuni glieli lascerò lì, altri li riporterò a casa.  E poi la prossima estate ne porterò altri. Faremo in modo che tutti i pesci, anche i più pregiati come i Nimbochromis livingstonii, siano in mostra. Il Nimbochromis livingstonii, che significa "il dormiente", è un predatore particolare e il nome descrive perfettamente la sua tecnica di caccia in natura. Si sdraia sul fondo restando su un fianco, le macchie mimetizzano il suo profilo, mentre le chiazze chiare attirano l'attenzione dei giovani pesci curiosi. Quando la vittima si avvicina, il dormiente si sveglia e la cattura. Oltre ai Nimbochromis - conclude - ci saranno gli M'buna, gli Utaka e altre specie molto variopinte e interessanti dei ciclidi africani". 

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