Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Applausi scroscianti all'Arena San Domenico per il giovane violinista Roman Kim

Il giovane violinista era accompagnato al pianoforte da Jure Gorucăn

Tra applausi scroscianti si è concluso il concerto del giovane violinista Roman Kim che si è svolto venerdì sera all’Arena San Domenico e con altrettanto risultato apprezzato il successo è stato replicato sabato sera all’Arena di Classe a Ravenna, dove si è festeggiato Sant’Apollinare, il patrono della città e dell’Emilia Romagna, con un altro concerto organizzato dalla Cooperativa Emilia Romagna Concerti in collaborazione con il Comune di Ravenna.

Il giovane violinista in entrambi i concerti era accompagnato al pianoforte da Jure Goruc?n. Per il pubblico dell’Arena San Domenico che segue la stagione estiva musicale forlivese il concerto ha ottenuto il più lungo applauso della stagione concertistica nell’Arena San Domenico: il commento è stato riportato sulla pagina Facebook della Young Musicians European Orchestra ente organizzatore della serata in collaborazione con Emilia Romagna Festival e il Comune di Forlì. Per la prima volta l’Arena San Domenico ha ospitato Roman Kim, in un luogo adatto alle esibizioni di musica classica, seppur il decollo di un aereo dall’aeroporto cittadino abbia disturbato l’ascolto per il rumore eccessivo e per il protrarsi proprio nell’esecuzione solistica di alcuni brani di Paganini del quale Kim è uno degli interpreti più accreditati e noto in tutto il mondo.

La soddisfazione del Direttore della Young Musicians European Orchestra, il Maestro Paolo Olmi, è stata espressa nel commento al termine del concerto: “Roman Kim è venuto per la prima volta in Italia a Ravenna nel 2012 per suonare ai nostri concerti insieme all’orchestra e aveva 20 anni e da allora ha frequentato regolarmente le nostre sale da Concerto, con oltre 20 concerti solo in Romagna”, eventi nei quali per la sua bravura e per la sua giovane età ha evidenziato le sue particolari doti musicali, dedicandosi all’attività concertistica in tutto il mondo. Sul palco dell’Arena San Domenico il violista è stato concentratissimo nell’attività e disinvolto nell’esecuzione, di fronte ad un pubblico silenzioso e attento, che ha ricambiato il virtuosismo del musicista con apprezzamenti ripetuti.

Al termine del concerto abbiamo posto alcune domande al giovane musicista talentuoso, insieme al maestro Paolo Olmi, che conosce bene l’artista. In un inglese fluente del musicista e del maestro Olmi si è svolta una piacevole conversazione sui temi internazionali, entrambi esperti degli ambienti musicali, proprio quelli che con la pandemia sono stati inibiti, ridotti, chiusi e che faticano a riprendere la propria attività per il perdurare della situazione sanitaria emergenziale. Con il sorriso sulle labbra di entrambi, il difficile momento, specialmente per i musicisti e per le esibizioni dal vivo della musica classica, è stato ricordato come opportunità presente per riprendere ciò che è stato sospeso con aspetti negativi e positivi per la ripartenza.

Roman, negli ambienti internazionali dove ci si confronta con tutti cosa nota nei giovani musicisti italiani, ogni “scuola” ha le proprie peculiarità?
“Non saprei, io sono coreano per parte di padre, russo per parte di madre e in Russia ho studiato la musica. Sono nato in Kazakistan e adesso risiedo da alcuni anni a Colonia. In Russia c’erano molti violinisti italiani, così come tanti violinisti russi vengono in Italia a studiare per perfezionarsi o a fare concerti”.

C’è differenza tra la preparazione degli italiani e gli stranieri?
”No, perché è importante l’insegnante con cui si studia, ma è poi importate personalizzarsi, ciascuno può scegliere per sé, perché l’espressività è personale”.

Ma cosa è più importante: l’espressività personale o quella del compositore?
“L’orientamento moderno filologico è quello di suonare quello che è scritto e ognuno può personalizzare, anche se ci sono artisti che personalizzano oltre.”

In Italia la formazione musicale è affidata alla scuola Statale per una piccola parte, ma prevalentemente si svolge privatamente, fino agli studi universitari al Conservatorio, cosa è importante per appassionare i bambini alla musica?
“Sono importanti le sollecitazioni dei genitori e poi gli insegnanti e tanta fortuna! In Russia già a 8 anni ci si può iscrivere in scuole come il Conservatorio italiano e le classi contano fino a 30 alunni, il percorso è strutturato ed incluso nella formazione scolastica pubblica.”

Il Maestro Paolo Olmi ha aggiunto una differenza importante per i musicisti e compositori italiani: “In Italia non mancano le doti in campo musicale, ma dal Concilio di Trento abbiamo avuto una separazione proprio nel repertorio religioso tra il popolo che canta e il coro, con compositori come Palestrina che hanno composto brani importantissimi, tuttavia eseguibili da un coro, mentre in Germania non è avvenuto questo. E nei secoli successivi la musica è sempre stata ad altissimi livelli, con compositori di Opere importantissime, tuttavia non c’era il legame con la gente ed era sempre per appassionati”.

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