Cronaca

Variante Delta, il prof Sambri: "Ci si contagia con più facilità. I vaccini sono efficaci"

L'INTERVISTA - "Il numero sta aumentando come previsto. Alla fine di giugno a livello nazionale eravamo sui 400 infetti, oggi siamo sui mille"

Nelle ultime 24 in Emilia-Romagna si è registrato un nuovo aumento di nuovi contagi Covid. "Sicuramente non sono i numeri che c'erano la settimana scorsa, ma il tasso di incidenza è ancora molto basso, inferiore al 10% probabilmente - ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini - e soprattutto il livello delle ospedalizzazioni è molto basso". Quindi "per ora assistiamo a un aumento dei contagi, come in tutta Italia ed Europa, che per fortuna ad oggi non si prefigura ancora come un aumento delle ospedalizzazioni", aggiunge l'assessore.

Basso anche l'Rt, "però è chiaro che più circola il virus e più si può arrivare a un aumento dell'Rt", aggiunge Donini. Intanto "sono certo che la variante Delta diventerà predominante" e questo accadrà "presto", perchè "tutti parlano in questa direzione e la comunità scientifica mi pare ormai parli con una voce sola". Rispetto a questa variante "adesso siamo tra il 23% e il 25% ma solo dieci giorni fa eravamo poco sopra il 2% quindi direi che sta crescendo in maniera esponenziale".

Vuol dire che "aumenterà quindi la propensione della diffusività del virus. Quindi è importante ancora di più vaccinarsi ed è importante che entro l'estate. Di focolai ce ne sono "un po' ovunque, ma per fortuna non di grandi numeri e molto aggredibili sul piano del contact tracing". ForlìToday ha approfondito la questione della variante Delta con il dottor Vittorio Sambri, direttore dell'unità di Microbiologia dell'Ausl Romagna a Pievesestina di Cesena.

Dottor Sambri, qual è la situazione in Romagna?
Il numero sta aumentando come previsto. Alla fine di giugno a livello nazionale eravamo sui 400 infetti, oggi siamo sui mille. Per quanto riguarda il sequenziamento, i dati che arrivano non sono in tempo reale, per averli ci vogliono tre giorni e mezzo. Le faccio un esempio, noi oggi abbiamo i dati di circa 5 giorni fa, e comunque stiamo continuando a trovare tipi di variante Alfa, per intenderci l'inglese. E poi la Delta. Due mesi fa erano 97% di Alfa, ora poco più del 50%. Mentre l'altra variante, chiamata Lambda, non l'abbiamo ancora trovata.

I sintomi della Delta sono diversi da quelli dell'Alfa?
No, sono identici. L'unica cosa che cambia tra Delta e le altre varianti che conosciamo è la contagiosità. Con la Delta ci si contagia con più facilità, è maggiormente infettante. Per questo dico che è abbastanza probabile che i numeri possano cambiare.

Qual è la fascia prevalentemente contagiata?
La fascia delle persone non vaccinate.

I vaccini sono efficaci anche per la variante Delta? E ce ne sono alcuni migliori di altri?
I vaccini sono efficaci, perché non permettono che ci si ammali di covid in modo severo o grave. Significa che è possibile che un vaccinato si infetti e stia magari un po' male. Quello che mi sento di escludere è che finisca in terapia intensiva o che, peggio ancora, muoia. La copertura è ben al di sopra di quella offerta dai vaccini antinfluenzali. Pfizer forse è un po' più efficace degli altri, ma è molto difficile avere uno studio che verifichi la differenza di copertura tra un vaccino e l'altro perché ci sono troppe variabili.

Come vede la situazione da qui a settembre?
In verità non lo so. E' vero che se dobbiamo dare conto di ciò che sta accadendo in Inghilterra, possiamo prevedere che i casi aumenteranno anche qui in maniera esponenziale. Però è anche vero che noi siamo in una situazione molto diversa. Abbiamo persone vaccinate con ciclo completo. Mentre in Inghilterra solo il 20% hanno il ciclo completo. Ora la vera sfida per noi è quanto tempo impiegheremo a vaccinare quella fascia di popolazione che non è ancora vaccinata.

Dovremo fare il terzo vaccino dottore?
Non lo so. Gli studi dei veterinari che conoscono il coronavirus molto meglio di noi perché è un virus molto frequente negli animali, dicono che il vaccino dura poco tempo, massimo un anno. E' ipotizzabile quindi che una volta all'anno ci si debba vaccinare, come si fa con l'antinfluenzale.

Ma la Spagnola non era scomparsa dopo 2-3 anni?
In verità la Spagnola ci ha messo 5 anni e mezzo a fare meno danni e, tra l'altro, non è scomparsa del tutto si è solo adattata a una forma di malattia meno grave. E' diventata una forma influenzale. Anche il Coronavirus non scomparirà. Ma c'è un fatto: più i virus circolano e più si adattano alla popolazione e fanno meno danni. Un virus troppo patogeno (e quindi mortale) fa più fatica a circolare. Io penso che il coronavirus da pandemico diventi endemico. Seguirà una stagionalità e ci accompagnerà come altri virus respiratori. Sicuramente il vaccino aiuta molto. Quello che sta succedendo è straordinario. Rispetto a un virus che un anno e mezzo fa non sapevamo nemmeno cosa fosse, ora stiamo vaccinando e produciamo una terapia che sta ottenendo ottimi risultati. Sono sicuro che entro poco si arriverà a una terapia di tipo farmacologico. Una pillola anticovid e non ci penseremo più.

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