Approvata la delibera sui dehors: potranno essere chiusi e riscaldati. Ma in quanti lo faranno?

Anche se bisognerà operativamente capire chi, tra bar e ristoranti, si avvarrà di questa possibilità, investendo ulteriore denaro, con la chiusura imposta alle 18 e con lo spettro della chiusura totale per lockdown

E' stata approvata all'unanimità in Consiglio comunale la delibera con cui il Comune interviene a favore dei bar, ristoranti e pubblici esercizi ancora una volta colpiti dalla stretta delle norme anti-Covid. La nuova norma rende possibile per i 6 mesi invernali la realizzazione di dehors chiusi su tutti e 4 i lati e riscaldati, per una superficie pari alla superficie di somministrazione interna. La delibera, portata in consiglio dagli assessori alle Attività produttive Paola Casara e all'Urbanistica Daniele Mezzacapo, va in deroga agli attuali regolamenti. Anche se bisognerà operativamente capire chi, tra bar e ristoranti, si avvarrà di questa possibilità, investendo ulteriore denaro, con la chiusura imposta alle 18 e con lo spettro della chiusura totale per lockdown.

La deroga al regolamento sull'occupazione del suolo pubblico va ad aggiungersi alla norma straordinaria introdotta nella prima fase dell'emergenza Coronavirus, in base alla quale è stato reso possibile ampliarsi con dehors esterni non chiusi per una superficie pari al 200% della normale superficie interna di somministrazione. Questo significa che un bar di 50 metri quadri ha potuto espandersi all'esterno per altri 100 metri quadri. Con la nuova norma comunale, ora, dal 15 novembre al 15 maggio prossimola metà di questa superficie esterna potrà essere chiusa su 4 lati e dotata di impianti, tra cui il riscaldamento, per esempio con un "fungo riscaldante". Non viene quindi data la possibilità di chiudere tutta la superficie concessa inizialmente come misura straordinaria. Le strutture dovranno comunque essere amovibili, rispettare il contesto urbano, non occupare spazi pubblici antistanti a vetrine di altri locali commerciali, andando ad occultare la loro fruibilità.  "Lo scopo della misura non è dare più sedute e più spazi di somministrazione, ma di consentire la medesima attività in spazi più ampi per distanziare", precisa sempre l'assessore Casara. La delibera concede spazi esterni anche ad attività diverse da quelle di somministrazione, per esempio le gelaterie: a questi esercizi è previsto che possano essere concessi massimo 10 metri quadri chiusi e ulteriori 10 metri quadri aperti, sempre su suolo pubblico.

Aprire un tavolo per studiare soluzioni di sostegno alle attivita' danneggiate dalle nuove misure anti contagio da coronavirus. Lo chiede oggi in Consiglio comunale il capogruppo del Partito democratico Soufian Hafi Alemani, durante la discussione sulla delibera relativa alla possibilita' di chiudere su quattro lati i dehors proprio per offrire maggiori spazi ai locali. Tra l'altro proprio domani l'amministrazione comunale incontrera' le associazioni di categoria, annuncia l'assessore alle Attivita' economiche Paola Casara, "per trovare insieme provvedimenti di supporto". Concorda con il capogruppo dem il collega di Forli' e co Federico Morgagni che chiede pero' "disponibilita' da entrambe le parti". Le attivita' manifestano contro Regione e Governo, ribatte Massimiliano Pompignoli della Lega: "L'esecutivo e' in grave ritardo e incapace di fronte all'emergenza". Il provvedimento sui dehors viene approvato all'unanimita'. 

"Un intervento giusto ma tardivo: si è perso tutto il mese di ottobre quando altre città, si pensi a Cesena, hanno già deliberato in merito da tempo; tanto è vero che il DPCM ha già superato nei fatti questo provvedimento e le imprese perderanno ulteriore tempo nelle richieste che avrebbero potuto fare in estate, o ai primi di settembre se la delibera fosse arrivata prima", è il commento del Gruppo Consiliare del Partito Democratico. "La Giunta ha portato il testo all’ultimo minuto solo giovedì scorso chiedendo un integrazione in extremis dell’ordine del giorno del Consiglio comunale di oggi sapendo di arrivare ancor più lunga se si fosse votato nel Consiglio del 9 novembre; non abbiamo avuto problemi a raccogliere tale esigenza – pur rilevando l’intempestività continua di questa Amministrazione – al solo scopo di  fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare a far lavorare le categorie più esposte e incise dalla pandemia. Ora più che mai serve coesione, ma soprattutto visione nello spazio offerto dalle nuove regole previste dal DPCM; l'Amministrazione non ha ancora detto e fatto nulla sul discorso centro storico, argomento che rimanda da inizio mandato e su cui è necessaria una visione innovativa che guardi al futuro e nel solco di quelle esperienze locali che hanno dato i migliori risultati".

Sulla delibera interviene con un comunicato anche Elio Dogheria, capogruppo di Forlì Cambia: "In un momento drammatico per gli operatori commerciali, alle prese con le restrizioni del governo, confluite nel dpcm del 24 ottobre scorso, l’amministrazione comunale ha deciso d’intervenire nuovamente sulla disciplina dei Dehors. La delibera approvata dal consiglio comunale consentirà ai pubblici esercizi, tramite apposita domanda amministrativa, di ottenere fino alla data del 15/05/2021 la chiusura laterale su tutti i lati dei Dehors, mediante teli verticali di tipo avvolgibile in pvc o materiale similare trasparente. In questo modo, si offre la possibilità di utilizzare tali strutture in uno spazio chiuso, per il riparo stagionale dagli agenti atmosferici, con una superficie che può arrivare fino al 100% della superficie di somministrazione interna. Detta implementazione dello sfruttamento dei Dehors consente ad un numero maggiore di avventori di accedere agli esercizi di somministrazione, rispettando le norme sul distanziamento. Si tratta di una misura inserita all’ultimo momento al consiglio, rivelatasi alla luce delle nuove restrizioni quanto mai opportuna, per alleviare il disagio degli esercenti e fornire una risposta tempestiva alle categorie interessate. L’amministrazione sta tentando, con gli strumenti a sua disposizione, di agevolare per quanto le è possibile gli operatori commerciali, già duramente colpiti dalla crisi in corso, dovuta alle restrizioni conseguenti alla pandemia".

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