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Cronaca

Coronavirus, aprile non si colorerà di giallo. Ancora niente cinema, teatri e palestre. Bar e ristoranti solo asporto

Il Paese resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutta l'Italia

Anche aprile sarà senza bar, ristoranti, cinema, teatri, piscine e palestre aperte. Niente riapertura a pranzo per i ristoranti, che continueranno ad operare al pari di bar, pasticcerie e gelaterie solo in modalità di asporto o consegne a domicilio. Chiusi parrucchieri ed estetisti in fascia rossa. Il Paese resta in arancione o rosso fino alla fine di aprile, con spostamenti vietati in tutta l'Italia. Inoltre niente visite a parenti e amici in zona rossa e possibili in zona arancione all'interno della regione una sola volta al giorno e in un massimo di due persone. Ma se l'andamento della curva dei contagi e della campagna di vaccinazione lo consentiranno, saranno possibili deroghe per ripristinare le zone gialle e dare corso ad alcune aperture anche prima del 30 aprile. 

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che prevede la proroga fino al 30 aprile dell'applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 2 marzo e di alcune misure gia' previste dal decreto-legge 13 marzo scorso. In particolare, la proroga riguarda l'applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione; l'estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei presidenti delle Regioni; la possibilita', nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale. Il testo prevede la possibilita' entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei ministri.

Visite

Fino al 30 aprile nelle zone rosse non sarà permesso andare a trovare parenti o amici una volta al giorno e in massimo due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) come invece sarà consentito nel weekend di Pasqua. In zona arancione le visite saranno invece consentite, sempre una sola volta al giorno dalle 5 alle 22 e sempre in non più di due persone, all'interno del comune di residenza, come prevede il decreto.

Scuole in presenza fino alla prima media

Il provvedimento dispone che dal 7 al 30 aprile sia assicurato inderogabilmente, sull'intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e della scuola dell'infanzia, nonche' dell'attivita' didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Per i successivi gradi di istruzione e' confermato lo svolgimento delle attivita' in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attivita' si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilita' di svolgere attivita' in presenza per gli alunni con disabilita' e con bisogni educativi speciali.

Vaccini

Inoltre, il decreto esclude la responsabilita' penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti covid, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorche' le vaccinazioni siano effettuate in conformita' alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all'immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative. Inoltre introduce disposizioni volte ad assicurare l'assolvimento dell'obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operativita' e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni ovvero sospensione della retribuzione).

La misura ha come obiettivo quello di tutelare piu' possibile sia il personale medico e paramedico sia coloro che si trovano a frequentare ambienti che possono essere maggiormente esposti a rischio di contagio. Il lavoratore che rifiutera' di vaccinarsi potra' essere adibito (ove possibile) ad altre mansioni che non comportino rischi di diffusione del contagio (in caso contrario la retribuzione non sara' dovuta). La disposizione vale anche per gli autonomi.

Concorsi pubblici

Il decreto prevede lo sblocco dei concorsi (circa 110mila posti) e introduce procedure concorsuali semplificate.  Tra le principali novita' il dl prevede una prova scritta e una prova orale nei soli concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale. Sono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per alcune categorie (il personale in regime di diritto pubblico, ex articolo 3 del Dlgs 165/2001) tra cui magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, appartenenti al comparto sicurezza e difesa, personale della carriera diplomatica e prefettizia. Per consentire lo svolgimento delle prove in sicurezza si prevede l'obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Inoltre: la durata massima della prova limitata a un'ora; lo svolgimento delle prove in sedi decentrate a carattere regionale.

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