Armi artigianali e con matrice abrasa, kalashnikov con iscrizioni in cirillico: la banda dei fuggitivi era ben addestrata

Non era una banda di malviventi improvvisati, a dimostrarlo è il fatto che con loro avevano armi con matrice abrasa, rubate già anni fa, una pistola artigianale frutto della ricomposizione dei pezzi di due precedenti armi e kalashnikov

Non era una banda di malviventi improvvisati, a dimostrarlo è il fatto che con loro avevano armi con matrice abrasa, oppure rubate già anni fa, una pistola artigianale frutto della ricomposizione dei pezzi di due precedenti armi, e ancora Kalashnikov con scritte in alfabeto cirillico. Una delle auto usata per la rapina, una Fiat Freemont era rubata, ma per non dare nell'occhio circolava con una targa di un'altra Freemont circolante regolarmente a Milano. Insomma, una struttura logistica su cui ora i carabinieri del Nucleo Investigativo di Forlì dovranno fare chiarezza. Nel day after della concitata mattinata di inseguimento vissuta al centro commerciale Montefiore spuntano diversi dettagli sui frangenti che hanno creato non poco scompiglio nella struttura cesenate, che alle 10:30 circa era ovviamente affollata di persone quando i tre banditi in fuga hanno cercato qui il loro riparo.

Il centro commerciale è stato posto praticamente sotto 'assedio' da diverse pattuglie dei Carabinieri. Perchè? Nel parcheggio sotterraneo avevano trovato riparo tre banditi in fuga, che circa un'ora prima avevano tentato un colpo in banca, alla filiale Bper di Granarolo Emilia. Una delle vittima si è visto puntare una pistola in faccia, quando già era fuggito, quasi a scherno più che a minaccia. Le due auto dei rapinatori erano state agganciate tra Faenza e Imola dalle forze dell'ordine, e subito si era levato in volo l'elicottero per braccare i rapinatori, con un inseguimento da Forlì a Cesena. Dalla Secante i banditi erano piombati nel parcheggio del Montefiore, alla fine due su tre sono stati bloccati e arrestati dai Carabinieri.

Ora le armi sequestrate ai malviventi saranno passate ai raggi x dagli uomini del Ris. Si tratta di una pistola artigianale formata dalla fusione di pezzi di due pistole diverse, con matricola abrasa. I rapinatori avevano anche una pistola risultata rubata a Faenza cinque anni fa e un'altra rubata a Medicina, nel Bolognese. Scritte in cirillico invece sui kalashnokov, difficile capire l'esatta provenienza, ma è probabile che siano armi da guerra che giravano sul mercato clandestino internazionale di armi. Gli inquirenti svolgeranno accertamenti per appurare se le armi sono già state utilizzate in precedenti crimini. Un armamentario che comunque dimostra che non si tratta assolutamente di un gruppo di sprovveduti. Per quanto riguarda la Freemont, l'auto aveva una targa clonata, non destava sospetti eludendo i sistemi di controllo elettronico. Il suv risulta rubato a Bologna e viaggiava con una targa clonata di un Freemont regolarmente circolante a Milano. 

Sui contorni della tentata rapina, è avvenuta con modalità piuttosto inusuali. Nella filiale Bper di Granarolo Emilia, sono arrivati di buon mattino due dipendenti che sono soliti fare il giro della struttura per un controllo. Si sono trovati davanti, ancor prima di aprire la banca, i tre malviventi armati e col volto coperto. Nella concitazione i due dipendenti non hanno esitato a scappare. Uno dei tre banditi ha anche puntato la pistola ad uno dei due dipendenti che si trovava in auto in procinto di fuggire, quando ormai il colpo era saltato, anche i banditi erano in fuga e quindi l'uso dell'arma come minaccia era del tutto superfluo. Anche sull'episodio sono in corso le indagini dei carabinieri.

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