Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Scende dal treno e trova la Polizia: questa volta l'evaso dal carcere di San Marino finisce in cella

Questa volta è scattato l'arresto, per effetto di un regolare mandato di cattura internazionale finalizzato all'estradizione a San Marino

Questa volta è scattato l'arresto, per effetto di un regolare mandato di cattura internazionale finalizzato all'estradizione a San Marino. L'arresto è scattato alla stazione di Forlì, martedì mattina. E' stato quindi portato al carcere della Rocca di Forlì Achille Lia, il 50enne fuggito dal carcere di San Marino lo scorso 19 agosto. L'uomo, cittadino italiano originario della provincia di Catanzaro e residente a Forlì da decenni, era stato già rintracciato a Forlì dalla Polizia, in casa di un conoscente lo scorso 23 agosto, tuttavia non era stato possibile l'arresto in quanto non vi era alcun atto valido in mano all'autorità giudiziaria italiana. Nel giro di pochi giorni, però, l'iter del mandato di cattura internazionale è stato istruito (passando dall'autorità sammarinese all'ufficio Estradizioni del Ministero della Giustizia e da questo alla Corte d'Appello di Bologna) e quando i poliziotti si sono ripresentati di fronte a lui hanno potuto esibire l'atto che lo rendeva un ricercato anche sul territorio italiano.

Tuttavia la Squadra Mobile, guidata da Mario Paternoster, non lo aveva mai perso di vista e, pur come cittadino libero, lo ha sottoposto a controlli frequenti in tutti i suoi spostamenti. Il 50enne, con un curriculum ultra-trentennale di reati contro il patrimonio nel territorio romagnolo, era di ritorno dalla Calabria e, alla stazione di Forlì, ha trovato la Polizia pronta ad accoglierlo. Non ha posto alcun tentativo di far perdere le proprie tracce e, pur con un atteggiamento descritto dagli inquirenti come non collaborativo con le forze dell'ordine, non avrebbe però posto in essere atti per rendere più difficoltosa una sua eventuale successiva cattura.

Arrestato l'evaso dal carcere di San Marino, i dettagli dell'operazione

Achille Lia, come pur ha fatto in passato, ha lamentato le condizioni non rispettose dei diritti dei detenuti del carcere della Repubblica del Titano e con questo ha motivato la sua evasione dal carcere, assieme ad un altro carcerato, Albano Hametovic, 32 anni, che invece ha fatto perdere le sue tracce. Lia, con una condanna a un anno a San Marino per furto aggravato avvenuto nel 2012 aveva già espiato sei mesi di pena prima della fuga. La Corte d'Appello di Bologna, come in tutti i casi di cittadini italiani resisi responsabili di reati all'estero, ha valutato i reati (per esempio viene valutato se esiste un reato equivalente in Italia, ndr) e ha emesso il provvedimento valido in Italia. Non sono state valutate nello specifico le condizioni carcerarie di San Marino in quanto si tratta di un Paese con cui l'Italia ha intensi scambi giudiziari, un antico trattato di 'buon vicinato', è un Paese democratico e non noto per il mancato rispetto dei diritti umani, spiegano dalla Questura di Forlì. Che rimanda quindi la palla a San Marino, spiegando che ogni eventuale mancanza del sistema detentivo sammarinese potrà essere impugnata di fronte all'autorità di quel Paese, una volta ultimato l'iter di estradizione.

La Corte d'Appello lo scorso venerdì aveva ritenuto rilevanti le esigenze cautelari, e per questo aveva emesso il provvedimento d’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. “Da segnalare la costante collaborazione e i contatti con la Gendarmeria della Repubblica di San Marino nonché con i competenti organismi istituzionali che hanno contribuito di raggiungere il successo investigativo”, indica una nota della Polizia.

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