Calci, pugni e una sigaretta spenta su una guancia: la gelosia lo porta in carcere

L'uomo, un forlivese di 41 anni, già noto alle forze dell'ordine per droga, è stato assicurato alla giustizia al termine di un'attività investigativa condotta dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola

Nella foto il sottotenente Gino Lifrieri che ha condotto le indagini

"Non mi picchiare". "Aiutatemi, aiutatemi". Un grido d'aiuto raccolto da una vicina di casa ha attivato il provvidenziale intervento dei Carabinieri, corsi rapidamente in aiuto di una giovane poco più che ventenne, aggredita in casa dal compagno accecato dalla gelosia. L'uomo, un forlivese di 41 anni, già noto alle forze dell'ordine per droga, è stato assicurato alla giustizia al termine di un'attività investigativa condotta dal personale del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Meldola, al comando del tenente Gino Lifrieri (nella foto), e dai militari della stazione di Forlimpopoli.

La violenta lite

I fatti si sono consumati nella mattinata di domenica 12 luglio a Forlimpopoli. Erano da poco passate le 10, quando alla sala operativa della Compagnia di Meldola una forlimpopolese ha segnalato che era in atto una violenta discussione nell'abitazione accanto, con forti grida e richieste d'aiuto. I Carabinieri sono giunti sul posto in pochi minuti, trovando la giovane vittima in lacrime e sottoshock. Non solo. Presentava segni delle percosse subìte poco prima, con tagli all'avambraccio destro, una bruciatura da sigaretta su una guancia ed ematomi.

L'aggressore era riuscito a dileguarsi poco prima dell'arrivo dell'Arma attraverso una finestra del bagno, scivolando su una tettoia per poi correre verso la campagna. Portata all'ospedale "Morgagni-Pierantoni", i medici hanno riscontrato lesioni guaribili in 15 giorni, accertando tra le varie lesioni anche quella di una costola incrinata. Dopo essersi trincerata dietro il silenzio, la giovane - confortata dai militari che le hanno prestato soccorso - ha trovato la forza di raccontare tutto agli investigatori.

La relazione

La relazione tra i due è iniziata mentre era in atto la pandemia da covid-19, con frequentazioni nelle rispettive abitazioni. L'uomo, operaio, arrestato oltre un anno fa per spaccio di cocaina, dopo aver scontato un periodo di carcere era tornato in libertà, beneficiando del provvedimento dell'affidamento in prova, con obbligo di restare in casa dalle 21 alle 6. Ma qualcosa nel rapporto si è rotto non appena è terminato il lockdown. Il 41enne, secondo quanto raccontato dalla giovane, avrebbe assunto un atteggiamento morboso, fino a sfociare la sera dell'11 luglio in una violenta aggressione.

Accusandola di avere intrapreso un'altra relazione, l'uomo si è presentato nell'abitazione della compagna. Un'accesa lite, che è degenerata in aggressione con calci e pugni. Nella circostanza le ha sottratto anche il telefonino per trovare le prove del presunto tradimento. L'individuo è quindi rincasato per rispettare il provvedimento imposto dal giudice di sorveglianza. L'indomani è tornato dalla giovane, passando attraverso la finestra del bagno. Il litigio sarebbe stato alquanto violento, con minacce, percosse e mani sul collo fino a spegnerle una sigaretta sul volto. Alle urla, che hanno preceduto l'arrivo dei Carabinieri, il 41enne si è allontanato, facendo temporaneamente perdere le proprie tracce.

La svolta

Con la vicenda messa nero su bianco, la giovane è stata associata in una struttura protetta al fine da evitare eventuali contatti col compagno, mentre il pubblico ministero di turno Sara Posa ha attivato il "codice rosso". Il primo provvedimento è stato emesso dal giudice di sorveglianza il 16 luglio, che ha revocato la misura dell'affidamento in prova con contestuale carcerazione, eseguita la sera stessa. Sabato scorso il giudice per le indagini preliminari, su richiesta del sostituto procuratore Lucia Spirito, ha emesso una misura d'arresto ai domiciliari, notificata in carcere, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali volontarie, danneggiamenti, violazione di domicilio e rapina impropria. Il 41enne si trova attualmente alla Rocca a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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