Sulle spalle uno zaino "stupefacente": profugo arrestato per spaccio di marijuana

Dai precedenti dattiloscopici sono emersi anche tre diversi nomi, resi alle autorità in passato, il primo quando sbarcò nel 2014 a Lampedusa

Stazionava nei pressi di una pensilina del bus, in una zona molto frequentata da giovanissimi, con lo zainetto in spalla. Dentro quello che sembrava un innocuo contenitore di libri di scuola vi erano poco più di quattro etti di marijuana. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale dellla Questura di Forlì, diretto dal dirigente Stefano Santandrea, hanno assicurato alla giusitizia un giovane straniero del Gambia con le accuse di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale e rifiuto di fornire le generalità.

VIDEO - L'arresto della Polizia per spaccio di droga

L'attività disposta del questore

L’arresto è maturato nell’ambito del potenziamento dei servizi di controllo del territorio orientati alla prevenzione e repressione del traffico di stupefacenti ed a contrastare lo smercio delle sostanze nei pressi degli istituti scolastici del comprensorio, nell’ambito del progetto "Scuole sicure". Venerdì mattina, come da ordinanza organizzativa del servizio predisposta dal questore Loretta Bignardi, hanno partecipato all’operazione due pattuglie dell’Ufficio Prevenzione Generale, due del Reparto Prevenzione Crimine “Emilia Romagna Orientale” provenienti da Bologna, una pattuglia della Squadra Mobile e personale della Polizia Municipale di Forlì.

Il giovane sospetto

I controlli, come di consueto, sono iniziati poco prima dell’inizio delle lezioni scolastiche, e sono proseguiti per tutta la mattinata, con particolare riguardo ai luoghi solitamente frequentati dagli studenti che marinano la scuola. Proprio in uno di questi luoghi è stato notato un giovane che, con lo zainetto in spalla, sembrava uno studente che aveva fatto "buco". Il ragazzo era nei pressi di una pensilina del bus, in una zona molto frequentata da giovani e giovanissimi, e la pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale gli si è avvicinata per identificarlo e capire chi fosse, dove stesse andando e cosa stesse facendo.

La sorpresa

Alla vista degli agenti ha cercato invano di allontanarsi e, richieste le generalità, si è rifiutato di fornirle. I poliziotti hanno deciso di controllare meglio i suoi effetti personali, inizialmente con l’intenzione di ricercare un documento per identificarlo. La sorpresa è stata grande nell’aprire lo zainetto che a prima vista sembrava un innocuo contenitore di libri di scuola: all’interno vi erano invece cinquantuno pacchetti in cellophane, contenenti sostanza vegetale essiccata dal tipico odore della marijuana, per un peso complessivo di circa 450 grammi. Uno di questi era più grosso e conteneva 160 grammi di stupefacente, gli altri 50 invece erano predisposti per singole cessioni, e pesavano mediamente tra 5 e 9 grammi.

L'identificazione

Una volta condotto in Questura è stato accompagnato alla Scientifica per l’identificazione, poiché continuava a non rispondere sulla sua identità, e in questa circostanza ha opposto resistenza, rendendo il lavoro di acquisizione delle impronte assai difficoltoso. Alla fine, però, si è riusciti a capire che si trattava di un soggetto con permesso di soggiorno per motivi umanitari gestito dalla Questura di Rimini. Sul territorio forlivese era stato già identificato qualche mese fa, in due occasioni in cui era rimasto coinvolto in questioni di droga, sebbene di modesta entità. La prima volta era stato segnalato alla Prefettura per il possesso di un modesto quantitativo per uso personale, la seconda  invece era stato denunciato in stato di libertà per detenzione a fini di spaccio di circa sei grammi di marijuana. Dai precedenti dattiloscopici sono emersi anche tre diversi nomi, resi alle autorità in passato, il primo quando sbarcò nel 2014 a Lampedusa. 

Il processo

Il soggetto è stato quindi tratto in arresto e a suo carico sono stati sequestrati non solo lo stupefacente ma anche due telefoni cellulari e 400 euro in contanti, questi ultimi probabile frutto dello spaccio. Forse, prima dell’arrivo degli agenti, aveva già venduto alcuni pacchetti di quelli più piccoli, ed è plausibile che i 400 euro fossero il guadagno di cessioni già perfezionate. Sabato si è svolto il processo per direttissima davanti al giudice Nunzia Castellano (pubblico ministero Federica Messina), durante il quale è stato convalidato l’arresto e, in sede di giudizio con patteggiamento, è stata emessa sentenza di condanna alla pena di un anno e otto mesi di reclusione. La pena è stata sospesa poiché lo straniero era formalmente incensurato, quindi è stata disposta la liberazione. 

Le conseguenze

Questo episodio sarà decisivo per le future decisioni sul titolo di soggiorno, in una prospettiva di allontanamento dal territorio nazionale. Al momento, per quanto riguarda il territorio forlivese, il questore ha disposto la misura di prevenzione del divieto di ritorno per tre anni. Infine, a suo carico, e prima della liberazione, è stata inviata in Procura un’altra denuncia per violazione della normativa sull’immigrazione, riguardo al reato conseguente alla mancata esibizione, al momento del controllo, della prescritta documentazione attestante la sua posizione sul territorio nazionale.

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