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Giovedì, 29 Settembre 2022
Polizia

Dopo l'espulsione rientra in Italia con un nuovo passaporto e si dà allo spaccio nel centro di Forlì: arrestato

I successivi approfondimenti, condotti anche con la collaborazione del personale dell’Ufficio Immigrazione, hanno evidenziato che il ragazzo, con altre generalità, era stato recentemente espulso dal territorio nazionale

Spacciava cocaina nel cuore del centro storico di Forlì. Nella rete degli agenti della Squadra Mobile è finito un giovane di nazionalità albanese, arrestato in flagranza con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, nell’ambito della intensificazione dei servizi antidroga appositamente predisposti dal questore Lucio Aprile in vista della ripresa dell’anno scolastico, i detective della Questura di Corso Garibaldi ha fermato in pieno centro una coppia di giovani: uno dei due, già noto alle forze dell'ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti, è stato visto cedere un involucro che, in seguito, è stato appurato contenere 15 grammi di cocaina, suddivisa n 13 dosi.

Sul posto sono stati sequestrati anche 850 euro in contanti. La successiva perquisizione al domicilio del giovane, ha consentito di recuperare altri 4mila euro, materiale per il confezionamento e per la pesatura. L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza e condotto in Questura.  I successivi approfondimenti, condotti anche con la collaborazione del personale dell’Ufficio Immigrazione, hanno evidenziato che il ragazzo, con altre generalità, era stato recentemente espulso dal territorio nazionale, ma era rientrato con un nuovo passaporto. E’ scattato, pertanto, un nuovo arresto per reati in materia di immigrazione irregolare. 

Nel corso dell’udienza di convalida il giudice ha evidenziato che “la significativa quantità di stupefacente detenuta e l’elevata somma di denaro in contanti denotano lo svolgimento di tale attività in maniera non occasionale”. Peraltro, ha dimostrato anche “scaltrezza e sprezzo del divieto impostogli laddove ha chiesto ed ottenuto nuovi documenti sotto diverso nome per aggirare il divieto di rientrare in Italia”.  Sulla base di questi elementi e ritenendo inadeguata ogni altra misura cautelare, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere. 
  

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