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Appello dell'Asaps a Monti: "Stop ad aumenti multe"

Un divieto di sosta nel 1993 prevedeva una sanzione di lire 50.000 (Euro 25,82). Nel 2012 la sanzione è salita ad euro 39 (+51%) e se l’aumento non sarà sospeso salirà ad euro 41 (+59%).

L’Asaps, l'associazione sostenitori amici della Polizia Stradale, ha rivolto un appello al premier Mario Monti e al Governo di sospendere l’aggiornamento biennale delle sanzioni previsto dall’articolo 195, comma 3 del Codice della Strada che dovrebbe scattare dal prossimo primo gennaio in questa fase di grande difficoltà per il Paese, con riflessi gravosi per gli automobilisti, autotrasportatori e per la mobilità in genere.

Il Codice stabilisce che entro il primo di dicembre, il Ministro di grazia e Giustizia di concerto con gli altri ministeri fissi i nuovi limiti delle sanzioni amministrative pecuniarie pari all'intera variazione, accertata dall'Istat, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti. La variazione per il biennio in corso sarebbe intorno al 6%, esattamente il 5,9% secondo un’analisi fatta dalla rivista Quattroruote.

"Vogliamo ricordare che quello del prossimo primo gennaio sarebbe il 10° aumento biennale dall’entrata in vigore del Codice dopo quelli del 1995, 1997, 1999, 2001, 2003, 2005, 2007, 2009, 2011 - esordisce il presidente di Asaps, Giordano Biserni -.  Un divieto di sosta nel 1993 prevedeva una sanzione di lire 50.000 (Euro 25,82) nel 2012 la sanzione è salita ad euro 39 (+51%) e se l’aumento non sarà sospeso salirà ad euro 41 (+59%)".

"Il mancato uso delle cinture è passato dalle iniziali 50mila lire (25,82 euro) a 76 euro nel 2012 anche per gli incrementi previsti dal legislatore con le norme succedutesi nel tempo e salirà ad 80 euro dal 2013. Per quanto riguarda l’uso del cellulare senza auricolare o viva voce siamo passati da 50.000 lire (25,82 euro) nel 1993 ad 152 euro di oggi, che diventeranno 161 euro dal 2013. Anche il superamento dei limiti da 10 fino a 40 km/h è passato dalle 200.000 lire iniziali (euro 103,29), ad euro 159 nel 2012 che diventeranno 168 nel 2013".

Continua Biserni: "In una fase nella quale gli stipendi sono bloccati in ogni programmato aumento, una misura come quella dell’incremento biennale delle sanzioni pecuniarie appare estremamente sgradevole per gli automobilisti e potrà forse essere ritenuta utile dalle varie amministrazioni che confidano di incassare dalla violazioni della strada una parte delle somme tagliate dalle varie misure di contenimento dei costi. Questa misura aumenterebbe inevitabilmente, in questo momento, la distanza fra controllori e controllati".

L'Asaps ricorda anche "che la sospensione dell’aggiornamento non avrebbe bisogno di nessuna ricerca di entrate di copertura per mancati introiti, non sono necessari i cosiddetti saldi invariati, in quanto si presume che l’incremento non sia stato già calcolato nei bilanci delle amministrazioni locali o dello Stato. La diminuzione del traffico e i comportamenti virtuosi in crescita non possono far prevedere incrementi dalle sanzioni".

"Per altro l’aggiornamento previsto entrerebbe anche in contraddizione con la nuova normativa di modifica del Codice in fase di finale approvazione dal Parlamento, che prevede uno sconto del 20% per chi pagherà cash o entro i 5 giorni dalla contestazione - prosegue Biserni -. I costi dei carburanti, delle assicurazioni, delle autostrade stanno rendendo difficile la mobilità per tanti cittadini con redditi medio bassi e stanno affossando il mercato dell’auto. Lo sbilanciato aumento automatico delle sanzioni, rispetto agli stipendi, anche in considerazione del miglioramento dei dati della sicurezza stradale, appare oggi difficilmente comprensibile".

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