Cronaca

Il Codacons: "Piazze a numero chiuso o denuncia ai sindaci". Morrone: "Accusa pretestuosa"

Così il Codacons che stigmatizza gli assembramenti "intollerabili di cittadini e rischi altissimi sul fronte della salute pubblica"

"I Comuni devono istituire il numero chiuso nelle piazze, nei litorali e nelle strade dello shopping, o scatterà nei confronti dei sindaci una denuncia per concorso in epidemia". Così il Codacons che stigmatizza gli assembramenti "intollerabili di cittadini e rischi altissimi sul fronte della salute pubblica". "A Bologna come a Roma, Napoli, Milano, Torino, Palermo, con le zone gialle si sono registrati pericolosi assembramenti nelle piazze o lungo le strade, e le stesse scene si sono ripetute lungo i litorali, presi letteralmente d’assalto dai cittadini - spiega il presidente Carlo Rienzi -. Si stanno inoltre moltiplicando le feste clandestine organizzate in abitazioni private o locali, eventi che sfuggono al controllo delle forze dell’ordine e rappresentano potenziali focolai di coronavirus".

"Per tale motivo i comuni di tutta Italia devono istituire il numero chiuso presso strade, piazze, litorali e luoghi dove possono registrarsi assembramenti, regolando i flussi in base alla capienza dei luoghi pubblici, e i Prefetti devono intervenire per imporre misure tese a garantire sicurezza e salute pubblica e limitare i rischi di contagio, incrementando i controlli sul territorio contro i party clandestini - prosegue Rienzi -. In caso contrario i sindaci saranno denunciati dal Codacons in Procura per il reato di concorso in epidemia colposa".

L'intervento di Morrone

Dal deputato della Lega, Jacopo Morrone, arriva la "solidarietà ai sindaci italiani minacciati da una ipotesi di denuncia surreale da parte del presidente del Codacons. E’ ora di finirla con le accuse, il terrorismo sanitario, le limitazioni delle libertà. Gli italiani sono persone responsabili, come hanno dimostrato in quasi un anno di chiusure e divieti, e sono anche detentori di diritti che non possono essere violati in modo illimitato. Per evitare eventuali assembramenti forse basterebbe consentire l’apertura degli esercizi per un arco temporale maggiore, dando così la possibilità di scaglionare meglio passeggiate, pranzi e cene. Per questo sarebbe più lungimirante aprire bar, ristoranti, ecc. anche di sera per consentire a gestori e clienti di usufruire di più fasce orarie e quindi di maggiori opzioni, sempre mantenendo tutte le pratiche di sicurezza indispensabili".

Prosegue l'esponente del Carroccio: 2Meraviglia poi che al Codacons non preoccupino la situazione economica del Paese e il fatto che esercenti, partite Iva, lavoratori sono in ginocchio proprio grazie a chiusure indiscriminate e ai timori diffusi con una martellante propaganda. Ovviamente il virus è ancora attivo e per questo sono da osservare alcune regole fondamentali, ma anche al presidente del Codacons non possono sfuggire le gravi ricadute sociali che hanno avuto le convivenze forzate dilatate nel tempo, le troppo prolungate limitazioni ai rapporti interpersonali, alle frequentazioni amicali e scolastiche, soprattutto per giovani e giovanissimi. Eviti quindi il Codacons ogni accusa pretestuosa nei confronti dei primi cittadini che fanno già tutto quanto possibile per tutelare la sicurezza. Oggi, in Italia, chi pensa responsabilmente al futuro del Paese sono coloro che operano per la ripartenza e la riapertura, senza enfatizzare l’allarmismo sanitario, che potrebbe aggravare il disagio sociale e i problemi economici, ma salvaguardando con grande equilibrio la salute pubblica".
 

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