Welfare e famiglia per l'assessore Tassinari: "Priorità al quoziente familiare e lotta alla solitudine"

Esponente di Forza Italia, ex sindaco di Rocca San Casciano negli ultimi dieci anni, a lei sono state demandate le competenze in materia sociale

Nella nuova giunta Zattini, Rosaria Tassinari si occuperà di welfare. Esponente di Forza Italia, ex sindaco di Rocca San Casciano negli ultimi dieci anni, a lei sono state demandate le competenze in materia sociale, con la specifica che il welfare è accompagnato da una delega specifica alle “politiche per la famiglia”. Tra le priorità ci sarà l'attuazione del “quoziente famiglia”. Tassinari racconta anche la sua famiglia e le difficoltà per una donna a tenere assieme la professione, l'impegno amministrativo in Comune e la famiglia.

Assessore Tassinari, il welfare è il comparto che impegna maggiormente il bilancio del Comune, circa il 40%, una grossa responsabilità gestire tutti quei soldi. 
“Il welfare incide sullo stato sociale delle persone, è fondamentale come manifestazione della sensibilità del Comune nei confronti del disagio. Ha molto impatto esterno, dovendo far fronte alle fragilità. Mi sento onorata di aver avuto questa delega, vuol dire che la fiducia del sindaco nei miei confronti è stata massima”.

Le priorità che vi ponete?
“Ho già chiesto una ricognizione sulla pianta organica del Comune e sul terzo settore che ha rapporti col municipio, con l'idea di fare incontri con gli operatori. E' un terzo settore vivo, esteso e funzionale. Una delle prime sfide è logistica: c'è il progetto di trasferire tutti i servizi nella sede di via Oberdan, liberata dall'Ausl, dagli uffici di corso Diaz e via Leone Cobelli, va fatto ordine nelle sedi anche nei confronti dell'utenza. Per quanto riguarda il nostro programma, la priorità sarà l'eventuale applicazione del quoziente famigliare, per vedere se è attuabile in alcuni servizi, lo riteniamo una scelta equa perché sgrava i nuclei famigliari più numerosi”. 

VIDEO - Rosaria Tassinari spiega il nuovo Welfare: "Quoziente familiare e più famiglia"

La seconda sua delega sono le “politiche per la famiglia”, che non era esplicitata nella giunta precedente.
“E' stata fortemente voluta dal sindaco, dopo che in campagna elettorale ci è stato sottolineato da più parti la necessità di quest'assessorato, che è necessario per lottare diversi problemi, tra cui la denatalità”. 

E' una delega intesa principalmente per il “quoziente famiglia” o ci saranno politiche aggiuntive per la famiglia ora non presenti?
“Ci saranno politiche aggiuntive per favorire i nuclei famigliari, ma non ne abbiamo ancora parlato nel dettaglio. E' importante intanto partire con l'ascolto di tutti i mondi collegati e poi fare pianificazione, iniziare a dare un segnale di attenzione”. 

Su cosa vorrebbe agire con urgenza?
“Una cosa a cui tengo particolarmente come urgenza è il contrasto alla solitudine. E' un problema dei nostri tempi, non ci sono più le famiglie allargate, non c'è più controllo di vicinato e ci troviamo di fronte a persone che muoiono sole e vengono trovate magari a giorni di distanza. Va potenziato il servizio che, tramite delle Oss, si occupa di questo disagio. La ritengo una mia priorità personale, assieme alla disabilità, sempre applicando il principio di sussidiarietà”

Tutti parlano di sussidiarietà, ma poi questa viene intesa in modi diversi. Lei come la definisce?
“L'ottica è quella del servizio, mettere in piedi servizi funzionali in cui il pubblico, se può demandare attività a soggetti specializzati, è opportuno che lo faccia. Viviamo in territori in cui l'associazionismo è molto sentito. Un'altra mia idea è di testare il gradimento del cittadino sui servizi, è un metro importante per capire che cosa va corretto e migliorato. Siamo qui per mantenere il buono e ce n'è tanto, ma anche per capire dove possiamo incidere per miglioramenti importanti”.

Lei è referente politico di Forza Italia in giunta, avete un vostro progetto-bandiera per il governo di Forlì?
“Come Forza Italia abbiamo voluto dare un'impronta di esperienza in giunta, mettere a frutto la mia esperienza di dieci anni a Rocca San Casciano, mostrando che abbiamo capacità amministrative da spendere sul territorio. Ora è importante anche riorganizzare il partito alla luce della nuova responsabilità che abbiamo in giunta, un partito che crei un supporto all'azione amministrativa”.

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La giunta è nata all'ultimo, lei veniva indicata come assessore alla cultura. Cosa è successo?
“Certi processi hanno bisogno di una gestazione lunga per arrivare a risultati ottimali. Il sindaco ha impiegato tutti i giorni disponibili, ma è stato un lavoro molto proficuo. Partecipo ad una giunta con molte competenze ed esperienza, è un gruppo che mi dà fiducia  per le decisioni che dovremo prendere assieme. La giunta lavorerà bene, ne do merito al sindaco e ai partiti che hanno collaborato”.

Ci parli della sua famiglia e del lavoro.
“Ho due figli maschi, Enrico ha 20 anni e fa Scienze informatiche a Cesena, Marco è al liceo scientifico a Forlì. Viviamo a Forlì da vent'anni, sono originaria di Rocca San Casciano, dove abbiamo una casa in cui vivono i miei genitori. Come lavoro sono avvocato civilista”. 

Manterrà la libera professione?
“Come è successo negli anni in cui ho fatto il sindaco a Rocca mantengo anche la mia professione, anche perché gli impegni amministrativi sono temporanei, il lavoro dà una sicurezza. Avendo una libera professione non posso chiedere aspettative, se si cessa per 5 anni quando si torna bisogna ricostruire tutto”.

Hobby, passioni, preferenze a tavola.
“Mi piace molto la lettura. A tavola sono romagnola e mi piacciono cappelletti, tortelli, tagliatelle, mangio meno carne, ma non per scelta ma per un gusto personale. Non mi piace molto il pesce, sono collinare e preferisco funghi e tartufi. Nel tempo libero cerco di stare con i miei figli”.

Un'attività libero-professionale, un assessorato e una famiglia: è difficile far combaciare tutto?
“Sì lo è. L'ho sperimentato a Rocca San Casciano quando i ragazzi erano più piccoli, però ce la faccio grazie alla collaborazione di mio marito, che mi appoggia in questo impegno e mi aiuta nelle incombenze casalinghe. I ragazzi a loro volta capiscono e collaborano. Per me è importante il pranzo assieme in famiglia, è importante in particolare con il figlio più piccolo, un momento per sapere come va a scuola e guardare assieme l'andamento degli studi”.

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