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Cronaca

Sanità, nuovi Lea: assistenza invariata per demenza, ma rimane incertezza su rette

Nel distretto sanitario di Forlì, il Nucleo temporaneo demenze (uno dei 14 della regione) ha accolto dal 2013 al 2015 ben 99 pazienti

Nei futuri nuovi Lea, l'assistenza intensiva ai pazienti affetti da demenza rimarrà a totale carico dello Stato, mentre la compartecipazione alle spese resterà a carico di Comuni e utenti per la lungo-assistenza e l'assistenza semi-residenziale. A garantirlo, rispondendo a un'interpellanza urgente del deputato forlivese di Scelta Civica Bruno Molea, è stato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo.

Rimane incertezza, però, per le strutture che si occupano dell'assistenza dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 2011 che stabiliva non fosse dovuta la quota di compartecipazione a carico dell'utente: diverse, a riguardo, le cause civili aperte a Forlì dai famigliari dei pazienti che hanno inteso non riconoscere la quota di partecipazione all'assistenza proprio in virtù di quella sentenza e contro, invece, gli intendimenti del governo. Nel distretto sanitario di Forlì, il Nucleo temporaneo demenze (uno dei 14 della regione) ha accolto dal 2013 al 2015 ben 99 pazienti: 58 uomini, 41 donne. In media, la permanenza media di ogni ospite all'interno della struttura è di sette mesi e mezzo, con apici di permanenza anche di 36 mesi.

"Alcuni gestori dei servizi accreditati – spiega il vice capogruppo di Scelta Civica alla Camera, Molea, nella sua interpellanza – stanno affrontando il problema relativo agli effetti della sentenza del 2011: se si affermasse il principio secondo il quale non sia dovuta la quota di compartecipazione a carico dell'utente, esso impatterebbe gravemente sulla sostenibilità delle gestioni di strutture socio-sanitarie accreditate''.

Per questo, il deputato forlivese ha chiesto al governo se in vista del nuovo decreto sui futuri Lea, i livelli essenziali di assistenza, siano previsti degli atti che chiariscano la compartecipazione tra utenti e Servizio sanitario nazionale sull'assistenza alla demenza senile. "Il servizio sanitario nazionale si assume l'onere del 100% della retta nei trattamenti intensivi ed estensivi - che andranno meglio definiti in base al nuovo decreto, ha spiegato il sottosegretario De Filippo -, mentre in presenza di un trattamento di lungo assistenza e mantenimento, la retta è posta a carico dell’utente, ovvero del Comune di residenza, per una quota del 50%: analogamente, nel caso dell'assistenza semi-residenziale per le prestazioni di lungo-assistenza e mantenimento alle persone non autosufficienti, la retta è posta a carico del Comune/utente per una quota del 50%. I Comuni hanno poi la facoltà di chiedere all'utente di coprire con risorse proprie - se ne sussistono le condizioni socio economiche - parte della rette dei servizi, secondo quanto previsto dalla normativa regionale e dai regolamenti comunali. La bozza di decreto sui nuovi Lea mantiene questa ripartizione".

Il futuro decreto è volto a fare chiarezza superando anche la sentenza della Corte di Cassazione, ma per il momento e i procedimenti aperti l'incertezza rimane. "La Cassazione, nel 2011, giudicò un caso specifico, verificatosi in Veneto nel 1999, prima del precedente decreto sui Lea, risalente al 2001 - ricorda con fiducia l'onorevole Molea, pur rimarcando la sua preoccupazione -. La speranza è che il futuro decreto faccia chiarezza eliminando i margini di incertezza che, però, ad oggi rimangono. E' bene ricordarsi che dietro quei procedimenti civili aperti nei tribunali, compreso quello di Forlì, ci sono strutture e posti di lavoro: anche a loro vanno date garanzie".
 

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