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Sabato, 22 Giugno 2024
Salute

Crescono le volontarie dell’associazione Loto, insieme alle donne nella lotta contro il tumore

Andrea Amadori, responsabile scientifico: “Un percorso oncologico importante per le pazienti e le loro famiglie. Forlì centro di qualità per la cura del tumore ovarico”

Sensibilizzazione, ascolto e sostegno psicologico alle pazienti oncologiche del reparto di Ginecologia e alle loro famiglie. Cresce a Forlì il numero delle volontarie che operano all’interno dell’associazione Loto, la più diffusa in ambito nazionale per l’assistenza alle pazienti che lottano contro i tumori ginecologici. Dopo aver completato il percorso di formazione e di accreditamento, salgono a sei le volontarie, a loro volta ex pazienti, impegnate in un percorso di supporto oncologico che si rivela fondamentale per le donne che stanno affrontando la malattia.

“Una presenza particolarmente importante e sensibile che ho fortemente voluto, sostenuto e difeso in questi anni - dice Andrea Amadori, responsabile scientifico del percorso Oncoginecologico dell’associazione Loto per la provincia di Forlì-Cesena - il cui valore è emerso in modo ancor più evidente da quando l’area vasta è divenuta una realtà sostanziale e non solo di forma, anche grazie al dialogo tra le Aziende sanitarie”. 

Attualmente più di 42.000 in Italia convivono con un tumore dell’ovaio. Un tumore subdolo e spesso sottostimato, lo scorso anno sono stati diagnosticati 5.300 nuovi casi e meno della metà delle donne colpite sopravvive. A Forlì nel 2022 le donne colpite da tumore ovarico sono state 27.

Nata nel 2020, a pochi mesi dalla scomparsa del professor Dino Amadori, l’associazione ha il suo primo punto di ascolto proprio nello studio che fu del professore, al quale nel mese di marzo si è aggiunto un secondo punto di accoglienza all'ospedale Morgagni-Pierantoni, negli ambulatori della Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia.
“A ulteriore testimonianza dell’efficacia delle attività svolte - continua Amadori - l’associazione è stata di recente coinvolta nel percorso attivato a livello regionale, d’intesa con l’assessore alla Sanità Raffaele Donini, per la definizione dei centri di qualità in Emilia Romagna nel trattamento del tumore ovarico, che rappresenta la patologia più importante. Questo percorso ha portato all’individuazione degli ospedali di Forlì e di Rimini come centri di eccellenza, nei quali concentrare la cura del tumore all’ovaio e, a ricaduta, degli altri tumori ginecologici, evitando la dispersione dei pazienti e ottimizzando le competenze”. 

Le volontarie dell’associazione, che ha il suo centro a Bologna ma è presente in tutt’Italia, sono tutte ex pazienti che, dopo aver affrontato e superato la malattia, hanno deciso di intraprendere un percorso di formazione per poter esser vicine alle donne che con la malattia devono invece fare i conti, attraverso l’ascolto e adeguati strumenti informativi, orientandole verso percorsi di sostegno psicologico, fisico ed estetico, con il coinvolgimento delle famiglie, dal momento che le conseguenze psicologiche della malattia investono non solo il paziente, ma anche i suoi cari.

“L’associazione sta crescendo - dice Amadori - nel mese di marzo si sono aggiunte altre tre volontarie e sono in ulteriore aumento, a conferma dell’importanza di un supporto che va al di là dell’aspetto strettamente clinico”. Loto organizza anche iniziative pubbliche di sensibilizzazione sul tema come cene, corsi di cucina e serate informative e, in occasione della Giornata mondiale sul tumore ovarico, il 13 maggio alle 18 viene organizzata una “Lezione di avviamento al nordic walking” sulla spiaggia di Pinarella di Cervia, al bagno MicaMar 99, a cura dell’associazione Strafacendo. 

Andrea Amadori con le volontarie dell'associazione Loto-2

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