Lunedì, 15 Luglio 2024
Diocesi

Astensionismo al voto, le preoccupazioni del vescovo Corazza: "Spia rossa per la democrazia"

Monsignor Corazza condivide poi un’altra considerazione: "Vedo che i cattolici sono presenti in tutti gli schieramenti". Cioè "non sono schierati da una parte sola” anche se “sono a disagio un po’ ovunque sia per i contenuti che per i toni"

"Sono molto preoccupato, come tanti altri commentatori, del calo dei votanti. L’astensionismo è una spia rossa per la democrazia. In particolare delle fasce più giovani”. Così il vescovo commenta, come si legge sul sito della diocesi di Forlì-Bertinoro, con una lettera aperta in cui esprime "un sentito e caloroso grazie a coloro che si sono candidati e messi a servizio dei cittadini" in occasione delle recenti elezioni amministrative. In questi giorni, monsignor Corazza in questi giorni è a Trieste per partecipare alla Settimana Sociale dei cattolici in Italia. Per contrastare l’astensionismo "sottolineo il ruolo delle associazioni e movimenti cattolici, che hanno messo al centro dei percorsi formativi l’impegno sociale e politico”, come si è visto durante “la serata ben organizzata e molto partecipata di confronto fra i candidati sindaci di Forlì, che si è svolta verso la fine di maggio”, occasione che il Vescovo incoraggia a ripeterla a cadenza annuale.

Monsignor Corazza condivide poi un’altra considerazione: "Vedo che i cattolici sono presenti in tutti gli schieramenti". Cioè "non sono schierati da una parte sola” anche se “sono a disagio un po’ ovunque sia per i contenuti che per i toni". Da qui, la proposta “a chi si sente appartenente alla Chiesa cattolica": "Continuare nella formazione personale e sociale, approfondendo i contenuti del magistero sociale della Chiesa". Il primato, dunque va “alla formazione amministrativa”, ma pure “a quella ideale e morale” con l’ipotesi di un "laboratorio sociale" frequentato "da esponenti di tutti gli schieramenti".

Anche perché “manca il coraggio (ad eletti ed elettori) di guardare oltre, almeno di qualche decennio”. Tra gli obiettivi a lunga gittata, le “gravissime emergenze” che chiedono, appunto, quel “coraggio di guardare oltre”, vi sono “la denatalità, la crisi della sanità, l’implodere delle casse dell’Inps”. Inoltre, “la crisi climatica e la sempre più difficile convivenza pacifica fra le popolazioni europee e mondiali”. “Sono appena stato in Armenia - conclude il vescovo - e in Georgia; come pellegrini abbiamo toccato con mano le ferite ancora aperte causate da conflitti e anche le conseguenze dello sconvolgimento naturale. In quest’ultimo caso, abbiamo constatato per chilometri gli effetti delle alluvioni devastanti del mese di maggio! Ci sono problemi comuni che vanno affrontati solo unendo le forze”. 

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