Attentato al treno Italicus, si lanciò tra le fiamme per salvare vite: Forlì ricorda il sacrificio di Silver Sirotti

La cerimonia in sua memoria si è svolta nel parco “Silver Sirotti” di via Ribolle dove, alla presenza dei familiari, delle autorità cittadine e del gonfalone del Comune di Forlì, sono stati deposti fiori al cippo che ne ricorda il sacrificio

Prima dell'arrivo dell'acquazzone, martedì mattina Forlì ha ricordato il 46esimo anniversario dell'attentato al treno Italicus, avvenuto a San Benedetto Val di Sambro il 4 agosto 1974, nel quale persone la vita il giovane forlivese Silver Sirotti. La cerimonia in sua memoria si è svolta nel parco “Silver Sirotti” di via Ribolle dove, alla presenza dei familiari, delle autorità cittadine e del gonfalone del Comune di Forlì, sono stati deposti fiori al cippo che ne ricorda il sacrificio. Sono intervenuti il sindaco Gian Luca Zattini e Franco Sirotti fratello di Silver. Ha impartito una benedizione don Davide Medri, parroco di San Pio X. Quest'anno la manifestazione si è svolta in modo maggiormente contenuto in rispetto delle normative di sicurezza legate alla emergenza sanitaria Covid 19. 

I fatti

Il 4 agosto 1974 sul treno "Italicus", che collegava Roma con il Brennero, esplose una bomba provocando la morte di 12 persone e ferendone altre 48. La deflagrazione avvenne al termine della galleria di San Benedetto Val di Sambro, sulla linea Firenze-Bologna, a circa 40 Km da Bologna. L'attentato fu rivendicato dagli estremisti di “Ordine nero”. Fra i morti anche il ferroviere forlivese Silver Sirotti in servizio come controllore. Il giovane, diplomatosi all'Istituto tecnico industriale “G. Marconi” di Forlì nel 1968, era sopravvissuto all'esplosione, ma trovandosi in vicinanza della vettura colpita e compresa la tragedia soccorse alcuni viaggiatori.

Quindi, visto che le fiamme si diffondevano sempre più, impugnò un estintore e tornò per l'ultima volta nella vettura maggiormente colpita, dove il fumo e le fiamme ne provocarono la morte. Nel 1975, con Decreto del Presidente della Repubblica, gli fu conferita la medaglia d'oro al valore civile per il coraggioso atto compiuto con la seguente motivazione: “Controllore in servizio, in occasione del criminale attentato al treno Italicus non esitava a lanciarsi, munito di estintore, nel vagone ov’era avvenuta l’esplosione per soccorrere i passeggeri della vettura in fiamme. Nel nobile tentativo, immolava la giovane vita ai più alti ideali di umana solidarietà. Esempio fulgido di eccezionale sprezzo del pericolo e incondizionato attaccamento al dovere, spinti fino all’estremo sacrificio”.

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