Cronaca

Coronavirus e restrizioni: l'Emilia Romagna attende l'ordinanza del ministro Speranza

E' stata pubblicata dalle agenzie la bozza dell'ultimo monitoraggio della Cabina di Regia dell'Istituto superiore di Sanita' sulla situazione epidemiologica del Covid-19

Tra poche ore si conoscerà l'ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che definirà le restrizioni attese a partire dalla prossima settimana anche in Emilia Romagna. Secondo quando si apprende, sulla base dei dati del nuovo monitoraggio Iss-Ministero della Salute, l'Emilia-Romagna tornerà in arancione insieme a Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Malgrado l'incidenza della settimana scorsa attorno ai 250 e l'alto numero dei ricoverati in terapia intensiva, a far pendere la decisione sull'apertura sono l'Rt in discesa (attorno a 0,80), il sensibile abbassamento dei contagi registrato negli ultimi giorni e l'accelerazione della campagna vaccinale. La differenza sostanziale fra la zona rossa e quella arancione è la possibilità per i negozi di restare aperti, mentre rimane la chiusura per i bar e i ristoranti.

Si legge nella bozza dell'ultimo monitoraggio della Cabina di Regia dell'Istituto superiore di Sanita' sulla situazione epidemiologica del Covid-19, riportata dall'agenzia di stampa Dire: "Nel periodo compreso tra il 17 e il 30 marzo, l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici e' stato pari a 0,92 (range 0,82- 1,01), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e sotto l'uno. Otto Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Tra queste, due Regioni (Sardegna e Valle d'Aosta) hanno una trasmissibilita' compatibile con uno scenario di tipo 3 ("trasmissibilita' sostenuta con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo", ndr). Sei Regioni hanno una trasmissibilita' compatibile con uno scenario di tipo 2 ("trasmissibilita' sostenuta ma gestibile dal sistema sanitario", ndr)".

"È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie - prosegue la Bozza -. Si ricorda che e' obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi- prosegue il report- e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". Si ribadisce infine la necessita' di "rispettare le misure raccomandate dalle autorita' sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi". 

"Per la terza settimana consecutiva l'incidenza scende lentamente (210,8 per 100.000 abitanti (dal 29 marzo al 4 aprile) contro i 232,74 per 100.000 abitanti (dal 22 al 28 marzo), restando quindi elevata e ancora ben lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti - si legge nella bozza del report -. Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l'incidenza ancora troppo elevata e l'ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilita' richiedono l'applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio". 

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