Ripetuti vandalismi alla chiesa di San Giovanni Evangelista: il disagio dei parrocchiani

Nell'impossibilità di contattare il sacerdote, si sono espressi concordemente un paio di parrocchiani: da circa tre anni è in corso uno stillicidio di atti di vandalismo ai danni delle strutture della parrocchia, tutti denunciati ai Carabinieri

“I danni sono veniali, mentre è grande il fastidio per le ripetute violazioni dei nostri spazi”. Il disagio dei fedeli della parrocchia forlivese di San Giovanni Evangelista, guidata dal curato-teologo don Erio Castellucci, è emerso grazie alla nota del consigliere comunale di “Destinazione Forlì” Raffaella Pirini, candidata sindaco per la stessa lista civica alle prossime Amministrative, che si riporta integralmente: “Vogliamo esprimere la nostra solidarietà verso la Parrocchia San Giovanni Evangelista dell'Amatissimo Don Erio, che è stata oltraggiata dai vandali che hanno procurato danni, anche se di modesta entità, al materiale della Diocesi. Memori del fatto che anche in passato si sono verificati nel quartiere Cà Ossi ripetuti atti vandalici (oltre che alla Chiesa all'Asilo Nido Cuccioli e Pimpa), auspichiamo maggiori controlli e un maggior numero di passaggi per controllare la zona e ridare così fiducia ai cittadini locali”.

Nell’impossibilità di contattare il sacerdote, si sono espressi concordemente un paio di parrocchiani: da circa tre anni è in corso uno stillicidio di atti di vandalismo ai danni delle strutture della parrocchia, tutti denunciati ai Carabinieri. Sinora gli eventi sono stati quattro o cinque, ma di poco conto. Più che altro si vive nel disagio. Uno dei parrocchiani interpellati ha puntato il dito contro un gruppo non identificato di giovani “border line” del quartiere, ma le prove non ci sono. “Ci sarebbero le telecamere, ma le immagini registrate finora non ci hanno aiutato ad individuare gli autori delle incursioni”.

L'ultimo gesto vandalico ha riguardato la tensostruttura in gomma eretta sopra il salone parrocchiale e fungente da oratorio (c’è persino un forno per cuocere la pizza): “Hanno rotto le cinghie che legavano l'ingresso e sono penetrati all’interno, rovesciando mobili e suppellettili, ma senza danni particolari”. Entrambi i parrocchiani interpellati hanno parlato di dispetti, accentuatisi dall’arrivo a San Giovanni di don Erio, nel 2009. La bravura del sacerdote, poliglotta, teologo di fama nazionale e già in predicato di divenire vescovo, è amplificata dalla grande umiltà. Che si tratti veramente di “bravate” contro questo prete d’azione e grande comunicatore, che ha ridato linfa alla parrocchia di via Angeloni e all’intero quartiere? Piero Ghetti

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