"Augusto per la vita”, 160mila euro per la ricerca dell'Irst nel nome del leader dei Nomadi

L’Associazione “Augusto per la Vita” nasce con lo scopo di aiutare la ricerca sanitaria in tutta Italia, in particolare quella oncologica. Da 10 anni a fianco dell’IRST IRCCS, ad oggi ha donato ben 160mila euro a favore delle attività dell’Istituto

Oltre 1 milione di euro da destinare alla ricerca sanitaria, di cui ben 160mila euro alle attività dell’Istituto Tumori della Romagna (IRST) IRCCS: è il significativo risultato delle attività di raccolta fondi che l’Associazione “Augusto per la vita”, nata nel 1992 in memoria dello storico fondatore dei Nomadi, Augusto Daolio, ha portato avanti in questi anni in tutta Italia.

Il sostegno a IRST IRCCS da parte dell’Associazione presieduta dalla compagna di Augusto, Rosanna Fantuzzi, ha una storia lunga 10 anni. Parte nel 2009 quando furono riservate due borse di studio da 25mila euro l’una, destinate allo sviluppo di un progetto di rete per la farmaco-vigilanza e la comunicazione sul corretto uso dei farmaci impiegati a domicilio dai pazienti oncologici. Nel corso degli anni sono state istituite altre 6 borse di studio finalizzate principalmente a progetti dedicati all’istruzione dei pazienti sul buon uso dei farmaci, ad uno studio per il trattamento del mesotelioma pleurico - neoplasia causata dall’esposizione all’amianto - e allo sviluppo del primo progetto di rete italiano che vede coinvolti un centro specialistico oncologico qual è IRST e le farmacie di comunità. In particolare, quest’ultimo progetto, denominato P.R.O.F. (Progetto di Rete in Oncologia con le Farmacie di Comunità), è il destinatario di 15mila euro consegnati da Rosanna Fantuzzi alla dr.ssa Martina Minguzzi, , durante la recente due giorni di Novellara tutta dedicata ai Nomadi.

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L’obiettivo del P.R.O.F. è quello di garantire supporto ai pazienti per la corretta gestione domiciliare dei farmaci oncologici e dei loro effetti collaterali creando, tramite una piattaforma informatica, un filo diretto tra oncologi e farmacisti nell’ottica di un puntuale aggiornamento reciproco sull’assunzione di farmaci, medicine non convenzionali e alimenti critici. Grazie a questo progetto sarà possibile ottenere una ricognizione-riconciliazione farmacologica prima di ogni ciclo di cura, garantendo al paziente un monitoraggio accurato e puntuale utile a intercettare e prevenire eventuali interazioni tra farmaci. Dopo una prima fase pilota avviata a fine 2016 in accordo tra IRST IRCCS, Federfarma e Assofarm Emilia-Romagna, il progetto è diventato operativo da giugno 2018 attraverso l’avvio dei tavoli di lavoro per il reclutamento delle farmacie di comunità, il coinvolgimento delle oncologie della Romagna, delle Unità operative e dei gruppi di patologia; il prossimo passo sarà quello del coinvolgimento e reclutamento dei pazienti che decideranno di aderire al progetto.

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