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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Aule al freddo al Liceo, monta la protesta delle famiglie: "Finita la sopportazione". La Provincia: "Responsabile è il Comune"

Non ci stanno ad un anno scolastico da svolgersi nei prossimi mesi al freddo e chiedono alle istituzioni interventi urgenti, ora che sono iniziati i primi rigori dell'autunno e dell'inverno

Non ci stanno ad un anno scolastico da svolgersi nei prossimi mesi al freddo e chiedono alle istituzioni interventi urgenti, ora che sono iniziati i primi rigori dell'autunno e dell'inverno. Dopo la protesta di alcune famiglie di una classe quarta, intervengono altre famiglie, questa volta della classe 3° CL, per denunciare lo stesso e annoso problema delle temperature basse in cui fanno lezione studenti e insegnanti al terzo piano del Liceo Classico.

I genitori e gli studenti, nella loro missiva, ricordano la legge che impone un minimo di 18 gradi negli edifici scolastici, mentre al terzo piano gli studenti lamentano temperature di 12 gradi, se non  addirittura 9 gradi, secondo quando sostengono le famiglie della  3° CL. In merito alla risposta dell'assessore è tagliente il commento: “Della massima comprensione per i ragazzi e gli insegnanti, espressa dall'assessora Casara, sinceramente, non sappiamo cosa farcene. Della sua pietà ne facciamo volentieri a meno. Forse potrà scaldare i cuori di chi la legge, ignaro di quel che succede ogni santo giorno in quella scuola, ma di sicuro non scalda i legittimi occupanti di quei locali, che per 5 ore al giorno e 6 giorni a settimana fanno lezione con guanti e berretta perché il termometro segna 13 gradi, 9 quando fuori fa freddo sul serio”.

Ed ancora la lettera: “Gli unici a scaldarsi, per la rabbia, siamo noi genitori, giunti al livello zero di sopportazione per una situazione che definire imbarazzante è riduttivo”. Le famiglie chiedono che si collabori per una soluzione, smettendola con lo scaricabarile: “Di capri espiatori non ne abbiamo bisogno, inviti anche i suoi compagni d’avventura a chiedersi se non sia il caso di mettersi in discussione. Provate a smetterla, per una buona volta di rimpallarvi le responsabilità. Piantatela di prenderci in giro, di gettarci fumo negli occhi”.

Il problema risiede nell'impianto di riscaldamento (unico per tutto il plesso), non adeguato a riscaldare il terzo e ultimo piano dell'ex Collegio Aeronautico. Lo scorso anno il problema venne risolto con una soluzione-tampone, tenendo cioè sempre acceso il riscaldamento h24, ma quest'anno a causa delle norme per il contenimento dei consumi energetici e per il caro-bollette la soluzione non pare più attuabile. Gli interventi di manutenzione straordinaria degli impianti, fatti in estate (la pulizia dei fanghi nelle tubazioni), non si stanno rivelando sufficienti. E il Comune, proprietario dell'immobile, ha chiamato in causa anche la Provincia, che ha la competenza sull'organizzazione delle scuole superiori.

Ma respinge responsabilità a riguardo il Presidente della Provincia Enzo Lattuca: “Sono molto dispiaciuto che gli studenti del Liceo Classico Morgagni abbiano dovuto fare lezione al freddo. Il Comune di Forlì si assuma le proprie responsabilità: non si possono tenere le aule a 13 gradi. Per fare chiarezza, la proprietà dell’immobile e la gestione dell’impianto di riscaldamento della scuola sono del Comune di Forlì, non della Provincia. Già lo scorso anno ci sono stati problemi analoghi con relative proteste da parte degli studenti e delle famiglie”.

Ed ancora: “La Provincia semplicemente rimborsa i costi delle utenze, cosa che fra l’altro avviene in altri Comuni rispetto alle scuole superiori”. Lo scorso anno, aggiunge Lattuca, “la decisione di tenere acceso il riscaldamento h24 è stata a carico della Provincia, che paga a piè di lista”. Ed infine: “Sono anche stupito di essere richiamato al dovermi far carico del problema: da quando sono Presidente della Provincia nei luoghi preposti ad un confronto sulla programmazione e gestione delle scuole superiori, come assemblea dei sindaci e Conferenza provinciale di coordinamento, il Comune di Forlì non ha mai chiesto un confronto sul Liceo Classico Morgagni”.

Lattuca infine respinge l'ipotesi di traslocare gli studenti dove ci sia un impianto di riscaldamento più efficiente, almeno per l'inverno: “Non ci sono aule a disposizione altrove, inoltre le aule si chiudono anche domattina se ci sono veri problemi di sicurezza, ma mi rifiuto di pensare che non ci siano almeno soluzioni provvisorie e a norma per generare calore, come per esempio viene fatto in altre scuole con stufe elettriche”.

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