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Sabato, 25 Maggio 2024
Lo spettacolo del cielo

Tempesta solare intensa, il cielo si dipinge di rosso: l'aurora boreale concederà il bis. L'esperto spiega il suggestivo fenomeno

In queste ore stanno spopolando sui social, e non solo, le immagini della spettacolare aurora polare che nella nottata tra venerdì e sabato ha dipinto il cielo d'Italia

Un cielo a tinte a tratti rosa e tratti rosso. In queste ore stanno spopolando sui social, e non solo, le immagini della spettacolare aurora polare che nella nottata tra venerdì e sabato ha dipinto il cielo d'Italia. E' stato possibile ammirare il fenomeno anche in Romagna già venerdì sera, con un primo picco poco dopo le 22, regalando uno scenario spettacolare, particolamente suggestivo nelle aree collinari e rurali, lontano dalla pubblica illuminazione. A render ancor più affascinante dell'evento, decisamente raro alle nostre latitudini, un cielo sgombero da nubi.

E il fenomeno potrebbe ripetersi nelle prossime due serate (nubi permettendo) con le condizioni più favorevoli di sera-notte e guardando verso Nord, meglio se in luoghi lontani dall'inquinamento luminoso delle aree urbane. L'aurora, spiega  Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato e meteorologo Ampro (Associazione meteo professionisti), "è un fenomeno naturale che si verifica quando particelle cariche elettricamente, principalmente protoni ed elettroni, provenienti dal vento solare interagiscono con il campo magnetico della Terra".

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Ma quella accaduta nella nottata tra venerdì e sabato, spiega Randi, è stata "la tempesta geomagnetica più potente da quasi 21 anni. I dati ora disponibili mostrano come alle 00:54 di sabato l'indice di disturbo del campo magnetico planetario (Kp index) abbia raggiunto quota 9, la più alta possibile. Questo configura una "tempesta geomagnetica estrema" (grado G5), detta anche cannibale. Non succedeva dal lontano novembre 2003. La causa di quanto sta avvenendo è una serie di eruzioni di massa coronale (CME) prodotte dalla regione attiva AR 3664 negli scorsi giorni. La tempesta "cannibale" ha iniziato a interessare il nostro pianeta alle 19:20 di venerdì. Erano 20 anni che il vento solare non raggiungeva i valori osservati in queste ore".

La definizione di tempesta geomagnetica estrema o cannibale, chiarisce Randi, "significa che nei Paesi più a nord, come Scandinavia e Canada, sono scattati i protocolli di protezione delle reti elettriche e delle infrastrutture critiche che più rischiano di essere danneggiate dalle condizioni geomagnetiche in corso. Le comunicazioni HF, VHF e UHF sono difficoltose, così come la navigazione utilizzando i satelliti Gps. Le condizioni di disturbo sono destinate a durare ancora alcune ore, man mano che la tempesta supera il nostro pianeta, e la regione AR 3664 potrebbe ancora produrre eruzioni e brillamenti significativi". 

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L'aurora spiegata nel dettaglio

"Sinteticamente il processo è il seguente - premette Randi -. Il Sole emette una costante flusso di particelle cariche, chiamato vento solare. Questo vento molto particolare può interagire con il campo magnetico terrestre quando la Terra si trova nella sua traiettoria. Quando il vento solare colpisce il campo magnetico terrestre, una parte di queste particelle viene intrappolata e guidata lungo le linee del campo magnetico verso i poli. Lungo il percorso, le particelle cariche collidono con gli atomi e le molecole presenti nell'atmosfera terrestre, principalmente ossigeno e azoto. Durante queste collisioni, gli elettroni degli atomi nella atmosfera vengono eccitati ad uno stato di energia superiore. Successivamente, gli elettroni rilasciano questa energia in forma di fotoni di luce visibile, creando così l'effetto luminoso che vediamo come un'aurora boreale".

I colori

Quanto ai colori, "essi dipendono principalmente dall'altitudine a cui avviene l'interazione tra le particelle cariche e l'atmosfera terrestre, nonché dal tipo di particelle coinvolte e dall'elemento chimico dell'atmosfera coinvolto. Ad esempio le aurore verdi sono le più comuni e sono causate dall'interazione tra gli elettroni e gli atomi di ossigeno a un'altitudine di circa 100 chilometri sopra la Terra.Le aurore rosse sono più rare e di solito si verificano a quote superiori a circa 200 chilometri. Sono causate dall'interazione tra gli elettroni e gli atomi di ossigeno ad alta energia. Le aurore viola si verificano a quote superiori a circa 100 chilometri e sono causate dall'interazione tra gli elettroni e gli atomi di azoto. La combinazione di questi fattori può determinare la varietà di colori che possono essere osservati durante un'aurora boreale".

Lo show in Romagna

Le aurore, chiarisce Randi, "sono normalmente causate da intense tempeste solari, e una di queste di notevole magnitudine è in atto, ed è la responsabile dello spettacolo offerto dal cielo. Infatti, quella tra venerdì e sabato è stata una notte sotto molti aspetti storica, per un epocale evento di aurora boreale visibile dalle latitudini italiane e quindi anche dalla Romagna: avendo un buon campo di visibilità verso nord, è stato possibile osservare uno spettacolo raro. Molte delle immagini che sono pervenute non ritraggono solo gli archi rossi aurorali stabili (Sar, una manifestazione particolare di un’aurora caratterizzata da archi luminosi e rossi che si estendono orizzontalmente nell'atmosfera risultando più stabili e persistenti rispetto ad altre forme di aurora), che già di per sé sono di estrema bellezza, ma anche delle aurore polari propriamente dette. In alcuni casi si è addirittura vista la parte di colore verde, generalmente più in basso, oltre alle bande rosse e magenta collocate più in alto".

Una tempesta solare molto intensa

Quanto ala tempesta solare all’origine del fenomeno, illustra Randi, "è molto intensa (classe G3/G4) ed è provocata da 4 diverse eruzioni di massa coronale provenienti dal Sole e dirette verso la Terra. È assai difficile, se non impossibile, fare previsioni certe sugli effetti che provocano queste tempeste, poiché le conseguenze di una tempesta geomagnetica dipendono da una miriade di fattori. Ad esempio, l'ultima tempesta solare di classe G4, quindi “severa”, avvenuta a marzo 2024, non ha provocato effetti particolari se non aurore polari in Nuova Zelanda. Ma con le condizioni giuste una tempesta “severa” può avere anche conseguenze davvero importanti".

Le possibili problematiche

Secondo lo Space Weather Prediction Center del Noaa, una tempesta G3 (“forte”) può dare problemi di voltaggio alle strutture elettriche, problemi di orientamento ai satelliti artificiali con conseguente navigazione satellitare intermittente, problemi alle comunicazioni radio e aurore visibili fino a latitudini di 50°. "Una tempesta geomagnetica di classe G4 può provocare problemi di voltaggio anche diffusi alla rete elettrica, rischio di danni ai satelliti in orbita, correnti indotte nei cavi sottomarini, interruzione totale delle comunicazioni radio a bassa frequenza nelle zone esposte al Sole, intermittenza nelle comunicazioni radio ad alta frequenza e aurore polari in grado di spingersi fino alle latitudini dell'Italia settentrionale (45°) - spiega Randi -. In ogni caso non dobbiamo preoccuparci: è molto improbabile che ci siano conseguenze tangibili per la popolazione, anche se è giù stato segnalato qualche fenomeno di blackout radio".

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