Lunedì, 15 Luglio 2024
Sanità

Ausl, la Uil non firma l'accordo sui fondi contrattuali dei dipendenti: "E' inaccettabile"

Così il segretario della Uilfpl Forlì, Michele Bertaccini, interviene sull'accordo sui fondi contrattuali dei dipendenti dell'azienda sanitaria romagnola

"Non firmeremo nulla che preveda l’utilizzo dei soldi dei dipendenti per incrementare il bilancio dell’Ausl Romagna". Così il segretario della Uilfpl Forlì, Michele Bertaccini, interviene sull'accordo sui fondi contrattuali dei dipendenti dell'azienda sanitaria romagnola. "Nonostante l’accordo contenga diverse richieste fatte nel tempo dalla Uil Fpl, come l’aumento del buono pasto, il finanziamento di un progetto per le assenze improvvise nei servizi H12 e H24, l’avvio delle progressioni orizzontali, la conferma del Welfare a favore di chi ha figli nella fascia di età 0-21, l’ampliamento delle fasce orarie per l’utilizzo del buono pasto, con la possibilità di cumularli attraverso uno specifico studio da delineare, abbiamo deciso di non firmare in quanto nello stesso accordo l’Ausl Romagna si appropria di 2,5 milioni di proprietà dei dipendenti", attacca Bertaccini.

"Sottrarre 2,5 milioni di euro ai dipendenti è un atto che non può trovare nessun tipo di condivisione e giustificazione in un momento, peraltro, dove il personale dipendente è fortemente sollecitato per far fronte a un graduale ridimensionamento degli organici - prosegue il sindacalista -. La stessa Regione afferma infatti che nella sola Ausl Romagna il personale dipendente, al 31 dicembre 2023, è diminuito di ben 136 unità. Questo sta a significare maggiore disagio per chi rimane in corsia-ufficio con conseguenti difficoltà sulla programmazione delle ferie, dei permessi, gestione dei riposi e delle assenze improvvise. L'Ausl quindi, oltre e risparmiare sulla mancata applicazione del turnover a discapito dei dipendenti, costretti di conseguenza a fare i salti mortali, chiede anche più lavoro attraverso delle prestazioni aggiuntive che tuttavia non vuole pagare dal proprio bilancio bensì attraverso i 2,5 milioni di euro sottratti agli stessi dipendenti; risorse che servirebbero invece per finanziare altro". 

"Noi non staremo in silenzio - attacca Bertaccini -. Incrementare il bilancio aziendale utilizzando i soldi dei dipendenti è un qualcosa di inaccettabile che l’Azienda ha già ripetuto con i fondi del personale della dirigenza sanitaria; anche in quella circostanza la Uil insieme ad altre organizzazioni non ha firmato l’accordo. I 2 milioni e mezzo ritornino patrimonio dei dipendenti garantendo così loro ulteriori benefici, soprattutto a chi con questo accordo non trova risposte. Le prestazioni aggiuntive invece siano pagate con risorse dell’Azienda insieme a un parallelo adeguamento degli organici. Questo è un principio basilare. Arretrare su questo vuol dire fare andare le cose sempre peggio negando al contempo ogni politica di conciliazione dei tempi di vita e lavoro a favore delle lavoratrici e dei lavoratori.
 

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