Ausl, le richieste dell'Ugl al neo direttore generale: "Più risorse e stabilizzazione del personale"

“L’emergenza Coronavirus - evidenzia il segretario provinciale di Forlì-Cesena dell'Ugl Sanità ha creato l’urgente necessità di un brusco cambio di rotta nelle politiche sanitarie"

Riccardo Merendi, segretario provinciale di Forlì-Cesena dell'Ugl Sanità, commenta la nuova nomina di Tiziano Carradori , già direttore generale dell’Ausl di Ravenna, prima ancora di Rimini, ex coordinatore dell’Area Vasta, ruoli dirigenziali anche a Ferrara, e s'è occupato di sanità direttamente in Regione, come nuovo direttore denerale dell'Asl Romagna. "All'atto del suo insediamento ha detto che la prima cosa farà è: “ascoltare” - esordisce Merendi -. Ascolterà i destinatari dei servizi, delle associazioni di volontariato, degli organi di rappresentanza dei cittadini ed anche dei sindacati, e noi come Ugl non faremo mancare le nostre proposte. Carradori ha detto che tra gli obiettivi di mandato che gli è stato conferito (dalla Regione, ndr) c'è “il consolidamento e lo sviluppo della sanità romagnola in tutti i territori”, ha parlato di “cure di prossimità” ed ha parlato del progetto del nuovo ospedale di Cesena come di una “grande opportunità”. Prendiamo atto di questi propositi e lo aspetteremo alla prova dei fatti, considerando che è stato tra coloro che s'è occupato di sanità regionale negli ultimi vent'anni. Come Ugl Sanità di Forlì-Cesena diciamo che è fondamentale completare il processo di omogeneizzazione, in termini di risorse e personale, tra le quattro ex aziende Usl della Romagna e facciamo notare che in questi ultimi anni s'è assistito all’aumento di un divario tra sanità ospedaliera e sanità territoriale, con la mortificazione delle esigenze sanitarie periferiche".

“L’Ausl Romagna, che in certi frangenti, è parsa la fusione "a freddo" di aziende eterogenee per mission e vision, è nata sulla carta non per tagliare ma per utilizzare meglio le risorse a disposizione - continua il sindacalista -. Un impegno tangibile è stato profuso in questi anni per armonizzare gli istituti riferiti al personale, ma molto però ancora resta da fare. Vorremmo fosse posta grande attenzione ai lavoratori pari a quella che indubbiamente verrà dedicata all'erogazione dei servizi. Migliorare si può e si deve, anche con l’interessamento di chi nel territorio ha a cuore il servizio sanitario pubblico romagnolo. Parliamo di una sanità di alta qualità, nonostante le risorse pubbliche ad essa destinata non siano in una fase espansiva, tutt'altro". Il sindacato, che ha chiesto già un incontro a Tiziano Carradori, propone un confronto sulle politiche sanitarie, all'interno di una cornice di relazioni inclusive, partecipate, trasparenti e caratterizzate dal reciproco riconoscimento di ruoli e competenze.

“L’emergenza Coronavirus - prosegue il segretario provinciale di Forlì-Cesena dell'Ugl Sanità  ha creato l’urgente necessità di un brusco cambio di rotta nelle politiche sanitarie: servono più soldi, più personale e rafforzamento e ammodernamento strutturale e dei macchinari. Sono insufficienti le assunzioni straordinarie, volte a tamponare la carenza di personale nella fase più acuta della pandemia. Si devono completare i percorsi di stabilizzazione ed auspichiamo la definizione di un contratto unico per dirigenza e comparto, in un settore che vede gli italiani come i meno retribuiti di tutta Europa. Pur avendo appurato , proprio in questo periodo d'emergenza Covid-19, quanto il nostro personale sanitario abbia dimostrando una capacità di tenuta ed una capacità professionale straordinaria".

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“La rete territoriale merita attenzione e dedizione, almeno quanto quella rivolta alla riqualificazione dei posti letto di area semi-intensiva o Covid dedicati. Prima isolata e impoverita, ora invocata per arginare nuove tragedie - conclude Merendi -. Lo tsunami Coronavirus era imprevedibile, ma c’è una trincea che è stata travolta e da lì si chiede di ripartire: la medicina territoriale. Non è più tempo di pacche sulle spalle, ma di cambi di prospettiva, che riconoscano la centralità della persona, che sia l'utente o il personale".

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