Ausl, prima uscita pubblica di Carradori a Forlì con la Uil. Il sindacato: "Serviva discontinuità"

La prima uscita pubblica del nuovo direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori sarà a Forlì, in un incontro sulla sanità organizzato dal sindacato Uil, quello che non ha risparmiato le bacchettate più severe

La prima uscita pubblica del nuovo direttore generale dell'Ausl Romagna Tiziano Carradori sarà a Forlì, in un incontro sulla sanità organizzato dal sindacato Uil, quello che non ha risparmiato le bacchettate più severe al suo predecessore Marcello Tonini. Per l'iniziativa “Il futuro della sanità romagnola”, la Uil ha preso in prestito piazza Morgagni, che sarà allestita in base a tutte le normative Covid sul distanziamento per prevedere comunque un'ampia partecipazione. L'evento si tiene lunedì dalle 19 alle 21. Con Carradori, sul palco anche Giuliano Zignani, segretario regionale della Uil, Gian Luca Zattini, sindaco di Forlì, Giorgio Martelli, direttore generale dell'Ausl Romagna e Paolo Palmarini, segretario regionale della Uil Funzione Pubblica. Introducono Enrico Imolesi, segretario della Uil di Forlì , Massimo Monti e Michele Bertaccini (Uilfpl).

La prima parte della serata è per non rimuovere dalla memoria i mesi angoscianti vissuti dal personale della sanità la scorsa primavera. Per questo sul palco salirà il personale coinvolto nell'assistenza ai malati di Covid, testimonianze autentiche affinché non si liquidi il periodo appena vissuto come un'anomalia. “Il senso di queste testimonianze è che, sperando nel futuro di non dover affrontare una nuova emergenza, se dovesse succedere vogliamo trovarci organizzati e preparati”, spiega Monti, che ricorda, per esempio, “la battaglia per non chiudere i piccoli ospedali, come Santa Sofia, che si sono rivelati importanti polmoni in epidemia Covid”. D'altra parte, spiega con orgoglio Enrico Imolesi, “anche la Uil non dimentica i lavoratori e chi è stato in prima linea, e non ha chiuso un solo giorno i suoi cancelli al pubblico, in prima linea anche noi per continuare a erogare servizi, per quanto rimodulati, agli operatori dei servizi essenziali, della sanità, oltre che dare l'informazione e la gestione al patronato sui diversi sostegni di emergenza decisi dal Governo”.

Quali sono le richieste della Uil alla nuova dirigenza Ausl? “Anzitutto ci aspettiamo un riconoscimento adeguato a tutte le figure della sanità e dell'assistenza, a partire da Oss e infermieri, i peggio pagati d'Europa”, spiega Michele Bertaccini (Uilfpl). E poi, spiega Imolesi: “Darci un taglio alle politiche di austerity che hanno avuto effetti che sono sotto gli occhi di tutti in sanità; in generale come Uil chidiamo che il lavoratore sia al centro del dibattito”. Il giudizio su Tonini è negativo: “Basti solo pensare alle indicazioni contraddittorie sulle mascherine, nei primi tempi i dipendenti avevano disposizioni di metterle e il giorno dopo di toglierle. Si caldeggiava di non mostrarsi in pubblico in mascherina per spaventare gli utenti e perfino di non inviare messaggi, foto, post su Facebook per ringraziare i tanti che donavano chi la pizza, chi l'attrezzatura - spiegano i sindacalisti Uil -. Tutto questo mentre noi tutti vedevamo operatori sanitari che non si sono mai sottratti a entrare in sala pur consapevoli di non avere tutti i dispositivi di protezione personale a posto”. Ma a Tonini, soprattutto  viene addebitato “di aver rotto le relazioni sindacali durante l'epidemia, l'Ausl Romagna è stato l'unico ente locale che lo ha fatto, e quello dove le relazioni sindacali erano più necessarie”, riprovera Bertaccini. A Carradori, quindi, si guarda “consapevoli delle sue competenze, ma senza fare sconti. Alla direzione dell'Ausl serviva prima di tutto un segno di discontinuità”, sempre Bertaccini.

Non si parlerà, però, solo di sanità, ma di assistenza in generale, come quella resa dagli Operatori socio-assistenziale nelle case di riposo. “Hanno svolto un grandissimo ruolo, per i loro assistiti non sono stati solo degli assistenti, ma una vera e propria famiglia”. Anche per gli Oss, per la Uil, sarà prioritaria la ripresa della contrattazione presso l'Asp e l'ex Ipab Zangheri sugli adeguamenti salariali. Nel merito della gestione dell'emergenza alla Zangheri i sindacalisti della Uil non vogliono entrare nel merito perché “c'è un'indagine in corso”, e si limitano a dire che “i tempi di reazione non sono stati rapidi, quando si trattava di fare una chiusura netta delle porte, anche a costo di essere brutali”. Ed infine: “Accogliamo con favore il nuovo Cda”.

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La Cisl

Anche per la Cisl, spiega una nota, "è necessario assicurare con i fatti una “visione di Sistema Romagna” che garantisca a tutti e quattro i territori delle ex aziende sanitarie (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini) uno sviluppo equilibrato e coerente con quel concetto di rete che fu disegnato e concordato al momento della definizione dell’azienda unica. Infatti mancano ancora dei passi decisivi per realizzare quel
progetto e, ad avviso della CISL Romagna, in alcuni casi è indispensabile correggere la rotta del percorso. Negli ultimi mesi tutti hanno espresso parole di apprezzamento e vicinanza, fino a definire eroiche, tutti gli operatori sanitari che erano e che sono tuttora in prima linea contro il Covid. Ma la vicinanza nei momenti di difficoltà non basta. Occorre ribadire che il personale tutto è davvero la prima indispensabile risorsa dell’azienda e non un mero costo. Moltissimo è stato fatto in questi anni per armonizzare gli istituti riferiti al personale, con grandi sforzi e senso di responsabilità, senza stanziamenti aggiuntivi di risorse da parte regionale, nonostante l’imponente
obiettivo di unificazione di quattro storie aziendali diverse. Molto però ancora resta da fare. Ci aspettiamo grande attenzione anche su
questo versante, pari a quella che certamente verrà dedicata ai servizi da erogare. Come Cisl Romagna siamo pronti a un confronto franco e costruttivo".

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