Ausl Romagna, la Cgil fissa le priorità da discutere: "Riorganizzare la medicina del territorio"

In primis, spiega la funzionaria Monica Collari, c'è la necessità di "riorganizzare la medicina del territorio"

Sono tre i punti che la Fp Cgil di Forlì fissa come priorità da discutere al neo direttore dell'Ausl Romagna, Tiziano Carradori. In primis, spiega la funzionaria Monica Collari, c'è la necessità di "riorganizzare la medicina del territorio, riconoscendo il valore assoluto delle sue varie componenti operative (Dipartimento e Igiene Sanità Pubblica tra gli altri, ma anche Case della Salute ed, Assistenza Domiciliare)". "Consapevoli del fatto che sono unità operative che continuano ad essere sottoposte a grande stress e carico di lavoro per l'emergenza Covid, e facendo sì che il modello organizzativo  evidenzi criticità che devono essere rimodulate e corrette sulla base dell'eterogeneità dei territori, rivalutando il modello dirigenziale unico verso un modello  per ambiti. Evidenziando la necessità di rafforzare il sistema con mezzi e risorse adeguate ai compiti", spiega la sindacalista.

Secondo punto "riorganizzare  le unità operative ospedaliere mutate con la pandemia e ritorno all' operatività di reparti come le terapie intensive, semi intensive, blocchi operatori e Pronto Soccorsi, oggi ancora nel pieno dell'attività ma senza una programmazione condivisa con le Organizzazioni Sindacali". Argomenta Collari: "Non c'è chiarezza espositiva e programmatica, occorre un' intento preciso ed esplicitato  sulla dislocazione del personale e il ritorno degli infermieri ai reparti di assegnazione pre covid".

In terzo luogo, "il contratto collettivo nazionale del lavoro 2016/2018 ha istituito l’"Organismo paritetico per l'innovazione", che non ha mai iniziato il suo lavoro e tanto meno il suo scopo, ovvero "coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale di carattere organizzativo dell'azienda". "La Fp Cgil - evidenza Collari - chiede la messa in campo di questo importante strumento per essere ancor più parte attiva nella tutela e nella valorizzazione dei lavoratori della sanità".

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"Sono tutti punti - conclude la funzionaria  territoriale di Forlì - che proseguono nell'obiettivo primario, così come indicato anche nella legge regionale di istituzione dell'Ausl Romagna di assicurare in condizioni di qualità, appropriatezza ed omogeneità, l’esercizio unitario delle funzioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. Con il vero e fattivo coinvolgimento e riconoscimento dei professionisti, e di chi li rappresenta, che sono il vero punto di forza di questa importantissima azienda sanitaria".

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