Cronaca

Otto studenti minorenni lasciati alla fermata dall'autobus troppo pieno, la protesta delle famiglie

Come era successo la scorsa settimana, quando alcune famiglie avevano lamentato che ragazzini di prima non erano stati fatti salire, il problema è ricapitato puntuale

Ragazzini di 14 anni lasciati alla fermata dall'autobus di linea. Nonostante il piano di rafforzamento delle linee extraurbane e scolastiche da parte di Start Romagna, continuano a moltiplicarsi i disagi al Centro Studi, il complesso scolastico che racchiude Liceo scientifico, Ragioneria e Itas-Geometri, un'area affollata da circa tremila studenti iscritti. In centinaia arrivano e partono da scuola tramite i mezzi pubblici, specialmente quelli che arrivano dai paesi delle vallate. Anche martedì mattina, però, ben 8 giovani sono rimasti esclusi dal bus, in particolare da quello della linea 127 che li porta a Castrocaro, Dovadola e Rocca San Casciano.

Come era successo la scorsa settimana, quando alcune famiglie avevano lamentato che ragazzini di prima non erano stati fatti salire, il problema è ricapitato puntuale poco dopo mezzogiorno di martedì mattina e nonostante il reclamo fatto a Start nei giorni precedenti. Questa volta ben 8 ragazzi minorenni non sono stati fatti salire sul servizio di linea, 6 di Castrocaro e 2 di Dovadola. Con i protocolli Covid, infatti, è concesso ospitare sugli autobus l'80% della capienza massima (considerata che questo limite prevede anche dei posti in piedi). Quindi con meno posti disponibili sono stati allestiti servizi di “corse bis”, vale a dire due autobus che partono assieme e fanno lo stesso tragitto. Ma questo non è avvenuto sulla linea 127. 

“Anche oggi è ricapitato, da Castrocaro sono scesa a Forlì per prendere mio figlio e visto che ce n'erano diversi alla fine ne ho caricati 4 in macchina”, spiega una madre. “L'autista del bus tenendoli fuori ha detto di aspettare un'ora per la corsa successiva, che non era affar suo e di protestare con Start... che poi non sia affar suo non ne sono molto certa, dato che lascia alla fermata dei minorenni di 14 anni”, spiega la donna arrabbiata. I genitori capiscono la complessità di dover allestire un servizio di trasporto pubblico coi vincoli del Covid, così come c'è un problema di orari provvisori delle scuole per cui ora i ragazzi escono tutti alla stessa ora. “Ma si ponga rimedio, non è possibile che tutti i giorni dei ragazzini vengano mollati alla fermata e non fatti salire. Anche perché l'abbonamento l'abbiamo pagato e quindi abbiamo diritto al servizio”, conclude. 

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