Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Aveva offerto lavoro e doni ad una 15enne in cambio di palpeggiamenti: condannato

La vicenda è iniziata nel 2014 quando la minorenne, amica della figlia dell'uomo, sarebbe stata irretita da lui con il miraggio di un lavoro e di costosi regali

E' stato condannato a 2 anni e 6 mesi, contro i 9 anni chiesti dal pubblico ministero, un bolognese 49enne accusato di atti sessuali nei confronti di una ragazzina di 15 anni. All'uomo, difeso dall'avvocato Cinzia Bonfantini, sono state riconosciute dai giudici del Collegio le attenuanti generiche e la non recidiva. La vicenda è iniziata nel 2014 quando la minorenne, amica della figlia dell'uomo, sarebbe stata irretita da lui con il miraggio di un lavoro e di costosi regali.

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, il 48enne le avrebbe fatto credere di essere il titolare di un night e che gli serviva una dipendente come barista. Come stipendio le aveva promesso una congrua retribuzione da 1500 euro e, allo stesso tempo, il benefit di un Iphone come cellulare aziendale completamente spesato. La ragazzina, residente nel forlivese, si era lasciata tentare dal miraggio raggiungendo così l'uomo in un hotel di Rimini dove avevano trascorso la notte insieme. Secondo la denuncia, poi presentata dalla vittima, avevano dormito nello stesso letto e il 48enne aveva allungato le mani palpeggiandola ai glutei e al seno.

La coppia aveva trascorso l'intero weekend nella struttura ricettiva e, solo la domenica, la madre era andata a riprendere la figli. In questa occasione, secondo quanto emerso, la signora aveva firmato al presunto imprenditore una sorta di liberatoria nella quale gli affidava la figlia per farla lavorare nelle attività del bolognese. Pare che la stessa minorenne, dopo quel fine settimana, si considerasse la "fidanzatina" del 48enne tanto che, successivamente interrogata dagli inquirenti, aveva dichiarato che "pensavo che se fossi stata carina con lui mi avrebbe fatto dei doni". E, infatti, i regali non erano tardati ad arrivare tanto che l'uomo, il quale in realtà viveva di espedienti, le aveva donato una parure composta da orecchini ed anello.

In quei giorni, tra un dono e l'altro, secondo il racconto della ragazzina l'uomo cercava più volte di baciarla e pretendeva che si vestisse in maniera sexy. Del lavoro promesso, però, nemmeno l'ombra e quando la 15enne si era confidata con un'amica che frequentava anche lei il 48enne, questa l'aveva rassicurata dicendo di aver visto personalmente l'Iphone che l'uomo aveva giurato di darle come benefit per l'impiego. Dopo poco tempo, però, la minorenne si sarebbe stancata di aspettare e aveva lasciato l'uomo con questi che, vistosi abbandonato, aveva anche minacciato di suicidarsi.

Un mese dopo quell'episodio, insieme alla madre, la 15enne si era presentata dai carabinieri per denunciare il bolognese. Una vicenda intricata anche perchè la mamma della minorenne, ascoltata dagli inquirenti, messa davanti alla responsabilità di aver affidato la figlio a un uomo che l'ha poi costretta a degli atti sessuali, avrebbe dichiarato di aver pensato solo al benessere della figlia sperando che la ragazzina si sistemasse con un lavoro. La denuncia ha quindi fatto il suo corso e il 48enne, difeso dall'avvocato Cinzia Bonfantini, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di aver commesso atti sessuali nei confronti della minorenne. Quindi la condanna.

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