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Il Babbo Natale dei bimbi sofferenti in giro fino a Carnevale

Guai a pensare che il Babbo Natale di Padre Pio abbia concluso il suo servizio. Davide Marchetti, l'artigiano forlivese votato alla carità natalizia, ne avrà fino a Carnevale

Guai a pensare che il Babbo Natale di Padre Pio abbia concluso il suo servizio. Davide Marchetti, l'artigiano forlivese votato alla carità natalizia, ne avrà fino a Carnevale. Le ultime tappe sono state una decina di famiglie del forlivese, la notte della vigilia, e un centro di accoglienza minorile di Firenze il giorno di Santo Stefano. Incaricato da una Caritas parrocchiale, Davide ha portato persino sacchetti con generi di prima necessità ad alcuni nuclei disagiati rimasti senza reddito. Il piatto forte di Davide Babbo Natale rimane però la visita ai minori sofferenti in tutt'Italia.

E' un viaggio che ha visto l'apice, poco prima di Natale, nel reparto di oncologia pediatrica della “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, la cittadina pugliese rimasta legata a doppio filo alla parabola terrena del frate con le stimmate, scomparso il 23 settembre 1968. Marchetti, che nella vita di tutti i giorni fa l'idraulico, ha incontrato minori dai tre mesi ai 18 anni di età duramente impegnati nella lotta per sopravvivere. Alcuni non si sono potuti nemmeno alzare dal letto al suo arrivo in reparto. Nell'ufficio della caposala c'è uno schedario con etichette da brivido: “Tumori solidi, leucemie, linfopatie”.

E' la dura realtà di una trentina di piccoli attualmente ricoverati nella struttura pugliese. A tutti, Davide ha portato uno sprazzo di luce, a rischiarare un futuro molto nebuloso. “Caro Babbo Natale - scrive una bimba - vorrei tanto ritornare a casa dai miei fratellini. Riesci a farmi avere questo regalo?”. Marchetti ha risposto a tutte le richieste possibili, anche le più costose, mettendo di tasca propria quanto non sono riusciti a racimolare, nei vari mercatini di Natale, il Gruppo di preghiera Padre Pio di Santa Maria del Fiore e i numerosi amici e volontari di Forlì, Cesena e Cervia. Sempre a San Giovanni Rotondo, Davide ha dispensato doni anche ai disabili del Centro diurno comunale di via Lauriola.

Le altre “visite” hanno riguardato i presidi socio-riabilitativi di Cagnano Varano ed Ischitella, due dei 23 centri per disabili operativi sul Gargano gestiti dalla fondazione che porta il nome di San Pio da Pietrelcina, capaci da di dare lavoro a 230 persone. Davide è salito persino in Veneto, nel reparto di chirurgia pediatrica dell'ospedale di Padova, il culmine italiano in fatto di trapianti d'organi sui minori. Alcuni dei bimbi che gli avevano spedito la letterina erano già rientrati a casa, in convalescenza. L'intervento subìto era perfettamente riuscito.

“Altro che i miei doni - commenta Davide - è il regalo migliore che gli potessero fare: dare loro la possibilità di giocarsi l'esistenza fino in fondo”. In mezzo a tanta sofferenza e dolore, anche una ventata di speranza: a San Giovanni Rotondo, nell'atto di uscire da oncologia pediatrica, ancora vestito con la classica “divisa” da Babbo Natale, il volontario forlivese si è visto abbracciare da una giovane, che gli ha chiesto se si ricordasse di lei. “Mi regalasti il karaoke, non ricordi?” “Ti rendi conto - risponde Davide - di quanti bimbi ho incontrato in tutti questi anni?” La ragazza ha poi rivelato di essere stata una delle prime minori ricoverate in oncologia, a beneficiare, dodici anni prima, della visita del Babbo Natale forlivese. Quella creatura sofferente, grazie alle cure dei medici è completamente guarita. Come lei, tante altre. La salute è il dono che Davide Marchetti vorrebbe portare ai bimbi ammalati di tutto il mondo.

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