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Bande rumene, il PDL: "Regolare l'accesso dei cittadini dell'Est"

“Il 29 dicembre 2011 il Governo italiano ha deciso di non rinnovare il regime transitorio sull’accesso di cittadini rumeni e bulgari al mercato del lavoro del nostro Paese"

“Il 29 dicembre 2011 il Governo italiano ha deciso di non rinnovare il regime transitorio sull’accesso di cittadini rumeni e bulgari al mercato del lavoro del nostro Paese, pur potendosi avvalere delle deroghe cui avrebbe avuto diritto fino alla fine del 2013, opzione adottata, invece, da ben 9 altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Olanda". E’ quanto ha dichiarato Luca Bartolini, Consigliere Regionale  PDL della Regione Emilia-Romagna, commentando la Risoluzione di cui è firmatario insieme a tutti gli altri Consiglieri del Gruppo PDL alla Regione Emilia-Romagna.

"Tale decisione, alla luce della consistenza che in Italia ha raggiunto la delinquenza rumena, come testimoniano da anni le statistiche e le cronache – nell’ultimo mese si è registrata una drammatica escalation di fatti di sangue di straordinaria efferatezza compiuti da bande di rumeni –, appare grave e pericolosa, venendo meno qualsiasi ostacolo e deterrenza alla libera circolazione di cittadini rumeni nel nostro territorio. È bene precisare che non si tratta affatto di una questione di razzismo, dato che l’Italia è piena di cittadini rumeni onesti e integrati, ma è assodato che in particolare i criminali di quel Paese scelgono l’Italia perché da noi è facile sfuggire a regole, carceri e processi".


"La soluzione era stata individuata dall’ultimo Governo Berlusconi - continua Luca Bartolini - proprio nel rendere più controllato un ingresso divenuto fin troppo facile grazie ai provvedimenti del Governo Prodi nel periodo 2006-2008. In considerazione di ciò, il Gruppo regionale PDL ha presentato una risoluzione all’Assemblea legislativa per impegnare la Giunta regionale a intervenire sul Governo Monti, nello specifico presso il Ministro dell’Interno Cancellieri, affinché venga riconsiderata la decisione assunta nel dicembre scorso e il regime transitorio sull’accesso di cittadini romeni e bulgari al mercato del lavoro italiano, che prevede limiti e controlli, venga rinnovato fino alla fine del 2013. Ciò a tutela della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico, la cui minaccia rischia di generare pericolose tensioni sociali potenzialmente esplosive in presenza della crisi economica”.

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