Bar e ristoranti, Ragni (Fdi): "Prima spese ingenti per mettersi a norma, poi chiusi con Dpcm"

“Il lockdown per fiere e sagre del penultimo Dpcm e le misure dell'ultimo Dpcm del governo M5S/Pd/Sinistra penalizzano categorie (ristorazione, pub e bar) già duramente provate dal lockdown"

“Il lockdown per fiere e sagre del penultimo Dpcm e le misure dell'ultimo Dpcm del governo M5S/Pd/Sinistra penalizzano categorie (ristorazione, pub e bar) già duramente provate dal lockdown o le danneggia due volte perché si erano attrezzate con spese ingenti a garantire sistemi di protezione e igienizzazione per operatori e clienti. Perché chiudere attività che rispettano le regole? E i rimborsi ed i bonus che l'esecutivo si appresta a varare, sulla falsariga di quelli stanziati in primavera, saranno del tutto insufficienti e dunque si estenderà quella disuguaglianza sociale, quell'impoverimento del Paese che a parole la sinistra dice di voler contrastare”: a dirlo è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia e dirigente del circolo forlivese Caterina Sforza di Fratelli d’Italia.

“Con provvedimenti estemporanei il governo Conte cerca di sviare l'attenzione dell'opinione pubblica dal fatto politicamente più rilevante: la maggioranza che lo sostiene in questi mesi, tra la prima e seconda ondata del Coronavirus, non s'è attrezzata con provvedimenti che avrebbero permesso di fronteggiare diversamente il Covid 19. Penso ad una rimodulazione dei servizi pubblici di trasporto, penso sul piano sanitario alla necessità di aumentare la capacità diagnostica, si poteva dividere la popolazione in tre fasce: basso, medio e alto rischio. Utilizzando il test rapido antigenico per i cittadini a basso e medio rischio e sottoponendo solo la terza fascia al tampone. Così da poter mappare un numero maggiore di persone ogni giorno e risparmiando tamponi. Un suggerimento che proveniva dal viceministro della Sanità e che ministro e Conte si sono guardati bene dall'applicare", aggiunge Ragni.

“Sul piano metodologico e democratico il premier s'è rifiutato di allargare il tavolo del Cts, non ha dato ascolto – come nell'ultimo Dpcm - ai governatori ed alle tante voci dei sindaci o delle associazioni di categoria che chiedevano correttivi, pur scaricando su di loro gli oneri dei risarcimenti dei possibili semi o mini-lockdown. E' mancata la collegialità - prosegue il vicecoordinatore provinciale Forlì-Cesena di Fratelli d’Italia -. Non s'è voluto fra fronte comune fra partiti e movimenti, fra maggioranza e opposizione, ma alimentare le differenze ideologiche e culturali creando un solco nel Paese dagli effetti imprevedibili e forse irreparabile: si pensi alle manifestazioni di Roma e Napoli".

“Parlare ripetutamente di chiusura o limitazione delle cosiddette «attività non essenziali» colpisce con linguaggio burocratico interi settori della nostra economia (il mondo dello sport, della cultura, della musica, dello spettacolo, del turismo, della convegnistica...) costringendo migliaia di lavoratori alla povertà. Siamo di fronte a un massacro sociale - continua -. E mentre c'è chi ancora deve ricevere la cassa integrazione di giugno a causa delle imperdonabili lentezze burocratiche della nostra pubblica amministrazione c'è chi – come lo stesso Conte – afferma che “per i mancati incassi ci saranno rimborsi”, mentre sappiamo tutti che interi comparti si fondano sull'attività di decine di migliaia di lavoratori atipici e precari che rimarranno senza misure di sostegno al reddito! Lavoratori , come i collaboratori occasionali non iscritti alla gestione separata Inps o i titolari di Partita Iva, che rimarranno sprovvisti di ogni indennità. Sarà un massacro sociale. E pur in questo scenario, che nelle responsabilità addebitiamo al governo, ringraziamo quegli amministratori locali, come il sindaco di Forlì, Zattini , che s'è già attivato e con risorse comunali proverà a sostenere le categorie più penalizzate dagli ultimi Dpcm”.

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