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Barista pestato da due marocchini, i medici sciolgono la prognosi

Migliorano le condizioni di Viviano Vernocchi, il 67enne titolare del Cavour Cafè pestato nel cuore della nottata tra sabato e domenica da due giovani marocchini

Migliorano le condizioni di Viviano Vernocchi, il 67enne titolare del Cavour Cafè pestato nel cuore della nottata tra sabato e domenica da due giovani marocchini, arrestati dagli agenti delle Volanti della Questura di Forlì, diretti dal sostituto commissario Felice Ronca. I medici hanno sciolto la prognosi. Il malcapitato era stato ricoverato nel reparto di Medicina d'Urgenza con un forte trauma cranico e successivamente trasferito in Neurologia.

Il 67enne è stato giudicato guaribile in 60 giorni. Martedì è stato ascoltato dagli investigatori per chiarire gli aspetti dell'aggressione. A preoccupare i sanitari era un esteso trauma cranico posteriore subito da Vernocchi nel momento in cui colpito al volto, a quanto pare, da una ginocchiata mentre era già a terra, avrebbe violentemente picchiato il capo sull'asfalto della strada. Nel frattempo i due marocchini sono in carcere con l'accusa di tentato omicidio. L'arresto è stato convalidato dal giudice Alessandro Trinci.

Il giovane che portava il gesso ad un braccio ha riferito di aver bevuto una decina di birre prima dell'ingresso nel bar, dove ha consumato una bottiglia di via. L'altro invece ha detto di essersi inserito nella collutazione tra il barista e il connazionale, per far a paciere. Ma alcuni testimoni hanno smentito questa versione dei fatti.

FORZA NUOVA - Sul violento episodio è intervenuto anche Forza Nuova Forlì: "l'aggressione avvenuta ai danni del barista Viviano Vernocchi, a cui esprimiamo la nostra totale e assoluta solidarietà e auguriamo una rapida guarigone, getta le basi per una profonda riflessione sullo stato della nostrà città e su come le nostre istituzioni locali, spalleggiate da enti ed associazioni varie, che vedono nell'immigrazione una risorsa salvifica per il nostro paese, abbiano, in questi anni, sottovalutato il problema immigrazione a Forlì", evidenzia Andrea Proli.

"Un'immigrazione che, secondo noi, non va più distinta tra regolare ed irregolare, ma un'immigrazione che, nel suo complesso, sta assestando gli ultimi colpi ad una città gia sfibrata dalla crisi creata dall'alta finanza mondiale, servendosi anche degli immigrati per distruggere le poche certezze rimaste agli italiani. Un'immigrazione che assesta colpi mortali alla nostra economia locale, andando ad attaccare con concorrenza sleale e con colpevole lassismo degli organi di controllo, le nostre eccellenze manifatturiere; un'immigrazione (specialmente quella cinese) che compra le attività della nostra città e di quelle del resto d'Italia con soldi di dubbia provenienza, perchè i nostri commercianti e i nostri imprenditori attaccati dalla crisi, dalla vergognosa tassazione e da una burocrazia statale da terzo mondo, sono costretti a vendere; un'immigrazione che, come in questo caso, colpisce i nostri diritti di sicurezza, riducendo in fin di vita addirittura chi aveva concesso un locale per una festa. Crediamo e speriamo che anche i forlivesi, notoriamente calmi e pazienti, si siano stancati e che, d'ora in avanti, facciano distinzione tra chi ci ha portati a questa situazione e tra chi, da sempre, lotta a fianco del popolo italiano".

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