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Batterio killer, scontro tra associazioni dell'agricoltura e grande distribuzione

E' scontro tra grande distribuzione e organizzazioni dell'agricoltura, CIA in testa, sulla necessità di tutelare i produttori italiani di fronte a situazioni di crisi dei consumi come quella provocata dal batterio killer.

E' scontro tra grande distribuzione e organizzazioni dell'agricoltura, CIA in testa, sulla necessità di tutelare i produttori italiani di fronte a situazioni di crisi dei consumi come quella provocata dal batterio killer. “Chiediamo semplicemente che supermercati e iper diano spazio al prodotto locale e che si tutelino i nostri produttori, come succede in altri stati, Francia in primis”, spiega il presidente di CIA Forlì-Cesena, Maurizio Solfrini.

 

La proposta delle organizzazioni degli agricoltori è quella di definire regole comuni per riuscire a gestire le situazioni difficili di mercato lavorando sulle regole, sulla trasparenza della provenienza e sul governo dell’offerta, togliendo dal mercato del fresco e indirizzando ad altre destinazioni il prodotto di minor qualità. “Venerdì c'era la possibilità di firmare un accordo in questo senso al tavolo interprofessionale nazionale “Ortofrutta Italia” ma i rappresentanti di Federdistribuzione e ANCC/ANCD hanno rifiutato la firma”, continua Solfrini.

 

Lo scoglio ha riguardato la norma che prevedeva uniformità di comportamenti commerciali anche per le merci provenienti da produttori esteri concorrenti dei nostri agricoltori. “Applicare regole comuni e omogenee è irrinunciabile – continua Solfrini – specialmente in una situazione di mercato già depressa. E' chiaro il tentativo della distribuzione di voler lavorare anche sulla bassa qualità estera per avere, nel migliore dei casi - un’arma in più per abbassare ulteriormente il prezzo riconosciuto ai nostri produttori”.

 

CIA solleciterà da subito un intervento delle istituzioni, in particolare del Ministro Romano. “Chiediamo a tutte le componenti della Interprofessione che venerdì hanno dimostrato di condividere la linea strategica individuata, la massima coesione nel perseguire l’obiettivo di una equa ripartizione del valore lungo la filiera dell’ortofrutta e nelle azioni che sarà necessario intraprendere”, conclude Solfrini.

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